Un anziano in una struttura sulla sedia a rotelle (foto di repertorio)

L’assessore alla protezione sociale Kristian Gianfreda: “In un contesto demografico in evoluzione, queste strutture assumono un ruolo sempre più significativo”. Il quadro numerico dettagliato della popolazione anziana 

Dei veri e propri pilastri di sostegno e inclusione sociale per la popolazione anziani, al netto anche di una crescita demografica delle persone più in là con l’età. Una consapevolezza che sta alla base delle nuove linee di indirizzo approvate nell’ultima seduta di Giunta per la valorizzazione dei Centri anziani del territorio, delle realtà preziose che, a livello comunale, contano una base di oltre 4.700 iscritti tra le 10 strutture diffuse.  

Un potenziamento e un rafforzamento di questi luoghi mediante un generale consolidamento della rete e un sostegno finanziario da parte dell’amministrazione comunale per il pagamento delle utenze, oggetto, nell’ultimo periodo, di un aumento dei costi legato al caro energia nazionale. All’interno del quadro di azioni di promozione dei centri si colloca quindi un insieme di misure funzionali a favorire la partecipazione attiva dei centri alla vita del territorio, attraverso un loro coinvolgimento nella programmazione e progettazione degli interventi sociosanitari comunali e distrettuali e la continuità dei rapporti convenzionali in essere. Inoltre, i centri anziani autonomamente organizzatisi ad iniziativa di associazioni di volontariato o di associazioni di promozione sociale sono chiamati ad assicurare una frequenza di attività di almeno quattro giorni a settimana, un numero di iscritti e frequentanti non inferiore a 50 e una dotazione di regole di funzionamento che garantiscano la libera adesione dei nuovi associati e l’elettività delle cariche.  

In un contesto demografico in evoluzione, i centri sociali anziani assumono un ruolo sempre più significativo come luoghi di socializzazione e di aggregazione, funzionali a contrastare l’esclusione sociale e le solitudini – è il commento dell’assessore alla protezione sociale del comune di Rimini, Kristian Gianfreda -. Queste realtà, inoltre, grazie alla loro capacità di adattarsi alle mutevoli esigenze, offrono un’ampia gamma di servizi sanitari, sociali e culturali, fornendo non solo un luogo fisico di incontro e di condivisione, ma anche un ambiente accogliente e familiare dove le persone anziane possono sentirsi parte integrante della comunità”. 

Quadro demografico di Rimini riferito all’anno 2023 con un focus sulla popolazione anziana 

La fascia d’età compresa tra i 40 e 64 anni con 56.826 residenti risulta essere la più corposa, pari al 38% della popolazione totale 150.423 abitanti), mentre sono 37.358 le persone con oltre 65 anni, pari al 24% del totale. I giovani sino a 14 anni risultano essere 17.655 unità, il 12% del totale. L’indice di vecchiaia ci indica che a Rimini sono presenti 212 over 65 ogni 100 giovani al di sotto dei 14 anni; sono dati che confermano, anche nel nostro territorio, il costante fenomeno di invecchiamento della popolazione italiana.  

Salendo con l’età, si registrano in totale 28.292 over 70, ovvero il 18,81% del totale. Di questi, per la precisione, 8094 hanno un’età compresa tra i 70 e i 74 anni; 7588 tra i 75 e i 79 anni; 6108 tra gli 80 e gli 84 anni; 4137 tra gli 85 e gli 89 anni; 1896 tra i 90 e 94 anni; 494 tra i 95 e i 99 anni mentre 13 persone superano i 99 anni.