Bambini a scuola (foto di repertorio)

I criteri approvati riguardano 11 nidi e e 17 scuole per l’infanzia, rispettivamente composte da 26 sezioni e da 47 sezioni. Ecco cosa cosa prevedono le due delibere

Criteri di accesso alle scuole di infanzia comunali e convenzione con quelle convenzionate, l’ Amministrazione comunale pensa già al prossimo anno scolastico con due delibere approvate dalla Giunta.

Criteri per l’accesso ai servizi comunali per l’infanzia 2024/2025

I criteri approvati riguardano 11 nidi e e 17 scuole per l’infanzia, rispettivamente composte da 26 sezioni e da 47 sezioni, gestite dal Comune di Rimini e il servizio di nido per l’infanzia delle strutture “Bruco verde” e Il “Cerchio magico” in seguito a convenzione con Asp “Valloni-Marecchia”.

I valori verrano attribuiti dando particolare valore a:

A)  Minori in particolari condizioni di fragilità: per favorire l’accesso a quei bambini che siano affetti da gravi disabilità o che siano inseriti in nuclei familiari che non sono in grado di provvedere in maniera autosufficiente alla loro cura;

B)  Attività lavorativa dei genitori: valutazione dell’attività occupazionale dei genitori attribuendo maggior valore all’occupazione dei genitori ed anche alla ricerca attiva della medesima attestata dalla sussistenza delle misure vigenti di politica attiva del lavoro;

C)  Situazione relativa al nucleo familiare: valutazione del contesto familiare per sostenere le situazioni di maggiore carico sui genitori determinate dalla numerosità dei componenti del nucleo, dalle condizioni di salute e dalla assenza di una rete parentale di sostegno

Nella stessa delibera, la Giunta ha anche approvato l’istituzione di una sezione di Cerniera o Primavera Nido che possa accogliere almeno 15 bambini presso la Scuola d’infanzia AL ZGHELI di Santa Giustina, nel caso di positivo riscontro dei requisiti strutturali ed organizzativi previsti dalle normative di riferimento.

Favorire l’equità di accesso – spiega Chiara Bellini, vicesindaca con delega alle politiche educative del Comune di Rimini – aggiornando i criteri ai bisogni e alle composizioni della attuali tipologie famigliari. Abbiamo ascoltato i suggerimenti dei genitori, riflettuto sull’esperienza delle nostre insegnanti, istituito tavoli di confronto con le madri firmatarie di appelli pubblici, con un percorso di condivisione che ha portato ad alcune novità, tra cui la previsione della classe cerniera ad Az Gheli, intercettando nuovi bisogni emersi”.

Il rinnovo della convenzione con le scuole di infanzia paritarie  -43 sezioni di 22 strutture – porta all’88% la copertura per la fascia 3/6 anni

Implementare l’offerta di posti nei servizi per l’infanzia anche attraverso il sostegno al sistema pubblico privato, razionalizzare e semplificare il sistema di raccolta delle domande, semplificare le procedure (prevista una piattaforma condivisa), armonizzare la formazione. Questi alcuni tra i principali obbiettivi previsti dalla convenzione con le scuole di infanzia per i servizi rivolti alla fascia di età 3/6 anni, paritarie approvata dalla Giunta. Nella convezione viene prevista la parità nelle condizioni di accesso e fruizione del servizio da parte delle cittadine e cittadini, nel rispetto della libertà di scelta. Nella convenzione è prevista l’applicazione, anche nelle scuole paritarie, di rette di frequenza nel rispetto del principio dell’equità e di parità di trattamento nei confronti di tutti, individuando e applicando tariffe differenziate per quelle famiglie che si trovano in particolari condizioni economiche.

La convenzione ha validità per l’anno scolastico 2023/2024 ed è rinnovabile per un ulteriore anno scolastico.

Più posti a disposizione delle famiglie riminesi – sottolinea la vicesindaca Chiara Bellini – semplificazione delle procedure di iscrizione, equità nell’applicazione delle tariffe, formazione. Complessivamente. La convenzione ci mette nelle condizioni di trovare soluzioni nuove in grado di implementare la copertura intorno all’88%, avvicinandoci ai valori dei capoluoghi storicamente virtuosi, e che partivano da una media consolidata più alta,  come quelli dell’Emilia”.