(foto di repertorio)

La dichiarazione dell’Assessore alle Politiche per la Salute Kristian Gianfreda

“In questi giorni sono state decise alcune chiusure degli hub vaccinali presenti nel capoluogo regionale, in considerazione del calo delle prenotazioni e della bassa affluenza – spiega l’assessore alle Politiche per la Salute Kristian Gianfreda -. Una scelta determinata anche dall’andamento dell’epidemia, che induce ad aprire una riflessione sulla configurazione futura e sul ruolo degli hub vaccinali sui territori. 

L’emergere della pandemia, ci ha fatto capire con grande chiarezza che quando le situazioni svengono affrontate con un approccio emergenziale e non strutturale, il sistema affanna e rischia di trovarsi sotto pressione. 

Proprio in linea con questo approccio, l’hub vaccinale di Rimini, grazie alle sue caratteristiche strutturali, nonché a un’ubicazione comodamente raggiungibile dalle diverse zone della città, diventerà, come abbiamo già condiviso con l’Ausl, un punto di riferimento per la comunità, un centro non più temporaneo ma permanente dove far convergere i diversi percorsi vaccinali a cui la popolazione deve sottoporsi – a prescindere dal vaccino legato al contrasto del Covid. 

Un luogo che ha dimostrato di essere ben organizzato e ben funzionante, e che abbiamo deciso di mantenere anche una volta finito il capitolo emergenziale, perché la comunità riminese possa contare su una struttura già avviata e strutturata, pensata all’interno di una visione più lungimirante e di prospettiva, non soltanto legata alla risoluzione del problema presente. 

Il tutto fa parte di nuova idea di sanità del futuro, che va dalla prevenzione alla cura, attraverso un sistema di servizi trasversali e di strutture diffuse capillarmente sul territorio, in grado di erogare prestazioni di tipo diagnostico, infermieristico e preventivo in tempi rapidi grazie a un rafforzamento e una maggiore presenza dei presidi. 

Un modello di organizzazione della rete sanitaria basato sul concetto di prossimità, di efficienza e di centralità della persona, con un modello di welfare articolato su tutte le zone territoriali e davvero rispondente ai bisogni dei cittadini. 

Gli strumenti emergenziali devono essere sostituiti gradualmente con quelli strutturali, organizzati, in modo da porre le basi per una sanità resiliente ai cambiamenti e alle sfide future, sia quando si ripresenteranno situazioni straordinarie che in periodi di normalità. 

L’hub vaccinale, insieme anche alle case della salute, sarà l’architrave di questa idea di sanità del domani”.