Rappresentazione grafica del coronavirus Covid-19 (foto di repertorio)

La dichiarazione dell’assessore alle politiche della Salute Kristian Gianfreda 

La riflessione inevitabile e non più procrastinabile è che non si possa ancora pensare al Covid come un fenomeno da affrontare con misure emergenziali. Il dibattito delle ultime ore parla di Paesi in Europa, come Spagna e Regno Unito, che dopo due anni di guerra al virus si stanno già orientando ad una nuova gestione di questo nemico che, proseguendo nella metafora bellica, non accenna ad arretrare, ma mostra di avere armi via via più spuntate. Si tratta di considerare il virus non più come una pandemia, ma come un’endemia, un qualcosa con cui dobbiamo convivere. Anche se in questi giorni di picco di contagi pare forse una contraddizione, è tempo di iniziare a programmare questo passaggio chiave, reso possibile dall’impatto della ricerca scientifica e dalla estensione della campagna di vaccinazione. Significa uscire dalla logica emergenziale e usare strumenti di tipo strutturale. E nell’ottica di questo percorso graduale che insieme all’Ausl abbiamo iniziato a ragionare sulla possibilità di far sì che l’hub per vaccinazioni e drive through allestito dall’estate scorsa lungo la Superstrada di San Marino possa diventare centro vaccinale permanente di riferimento per il territorio.  

Una scelta che poggia prima di tutto su questioni logistiche: in questi mesi di operatività, anche nelle fasi critiche, l’hub ha dimostrato di essere funzionale e ben organizzato. È una struttura ampia, uno spazio di circa 1.780 metri quadrati con un ampio parcheggio, accessibile anche grazie ai mezzi pubblici, raggiungibile facilmente per la sua posizione da tutto il territorio, anche da chi vive più lontano dal centro della città. Anche gli spazi interni sono allestiti in modo da poter garantire ai sanitari e ai volontari – che in questi mesi si sono spesi in un lavoro straordinario – di poter operare al meglio. 

Oltre agli aspetti più puramente tecnici che fanno dell’hub riminese un’eccellenza, la possibilità di trasformare la sede della Grotta Rossa in centro vaccinale in pianta stabile rappresenterebbe un ‘pezzo’ di quel percorso verso un nuovo modo di intendere la salute, che parte dalla prevenzione e dalla promozione del benessere per arrivare alla cura, a cui corrisponderà un rinnovato sistema di servizi sanitari sul territorio rispondente alle esigenze della comunità, con il potenziamento dei presidi diffusi su tutto il territorio, compresa la realizzazione delle case della salute. Il centro di vaccinazione permanente potrebbe essere un primo passo di questa nuova organizzazione”.