Interno del mercato coperto di Rimini (foto di nicoletta zanella / Shutterstock.com)

L’assessore Sadegholvaad: “Valorizzare il mercato di San Francesco significa difendere l’interesse pubblico di una città e dei suoi operatori economici”

“Il mercato coperto rappresenta il cuore e uno dei principali volani del commercio nel centro di Rimini. È interesse pubblico avere una struttura al passo coi tempi, anzi se possibile avanti nei tempi, capace di dare ulteriore opportunità di lavoro alle imprese che operano in una struttura che merita di essere valorizzata e dal forte valore attrattivo”. L’assessore alle attività economiche Jamil Sadegholvaad ha affrontato il tema del futuro del mercato coperto di Rimini nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera, rispondendo all’interrogazione presentata dal consigliere Juri Magrini.

“Questa amministrazione ha investito sulla valorizzazione del centro storico – sottolinea l’assessore Sadegholvaad – ed il mercato coperto fa parte di questa nuova prospettiva della città. Per questo abbiamo ritenuto opportuno valutare e intraprendere i necessari iter amministrativi nel momento in cui, alcuni privati, hanno avanzato una proposta di progetto di finanza avente la finalità per una completa riqualificazione del mercato coperto. Penso di non dover dilungarmi troppo sullo spiegare le motivazioni di questa attenzione: la struttura del mercato San Francesco, per usare un’espressione edulcorata, mostra i segni del tempo sotto molti aspetti.  Al momento il privato (società Renco), ha sottoposto all’Amministrazione uno studio di fattibilità su cui gli uffici stanno lavorando, valutandone la realizzabilità e la compatibilità economica. Sappiamo che il progetto sta interessando anche una parte degli operatori che stanno lavorando a forme di intese collaborative con la società proponente. La proposta, una volta vagliata dagli uffici, arriverà alla Giunta che si esprimerà sull’interesse pubblico dell’opera. Perché è di questo che stiamo parlando: la Giunta, il Consiglio Comunale, l’apparato tecnico-dirigenziale sono chiamati a perseguire l’interesse collettivo. E credo sia a vantaggio della comunità avere una struttura al passo coi tempi, in linea con le esperienze internazionali come Barcellona, Londra, Madrid, ma anche con città italiane come Bologna, Firenze, Milano. Non si andrà a snaturare un luogo carico di storia e identità, ma valorizzarne le funzioni e l’attrattività, a favore delle imprese, dei cittadini e dei visitatori”.