Biennale del Disegno (©Riccardo Gallini /GRPhoto)

Dai taccuini di Felice Giani a quelli di Lorenzo Mattotti, dagli acquerelli settecenteschi al Novecento dello stilista Thayaht, dalle incisioni di Piranesi ai disegni di Morandi, Fontana, Fautrier

Dopo la parentesi causata dal Covid-19, torna a Rimini la Biennale del Disegno, organizzata dal Comune di Rimini e curata dai Musei Comunali. 

Questa quarta edizione, dal titolo “Ritorno al Viaggio, dal Grand Tour alla fantascienza”, si terrà dal 4 maggio al 28 luglio, con il suo format di mostre dislocate nelle diverse sedi istituzionali: Museo della Città, Biblioteca Gambalunga, Palazzo del Fulgor e Castel Sismondo. Inoltre il Circuito Open, espressione del dialogo diretto e interagente con la città e il suo territorio, che comprende altre esposizioni in spazi privati e pubblici (gallerie, studi d’artisti e d’architettura, librerie). 

Il tema del Viaggio sentito come ripartenza quindi, ma anche come esito e ispirazione, come registrazione e contaminazione dal presente al passato. Quel che hanno prodotto gli artisti in questo tempo epocale, ma anche quello che, nei secoli passati, hanno espresso grazie ai viaggi come durante la stagione del Grand Tour (il lungo viaggio nell’Europa continentale intrapreso dai ricchi dell’aristocrazia europea a partire dal XVIII secolo e destinato a perfezionare il loro sapere con partenza e arrivo in una medesima città) preso a stella polare di questa ripartenza della Biennale. 

Saranno 12 le mostre in contemporanea ad esporre 1.000 disegni che provengono da importanti istituzioni internazionali, come, tra le altre, l’Accademia Reale di San Fernando di Madrid e i Fonds Regionale d’Art Contemporain de Picardie, e da collezioni private come lo Studiolo Rivi. 

Al Museo della Città si trovano diverse mostre: “Il tesoro della Westmorland. I disegni predati del Grand Tour”, curata da Massimo Pulini eJosé Marìa Luzòn negli spazi del Museo della Città, è una mostra straordinaria la cui storia potrebbe essere il soggetto per un film o un romanzo che espone parte del carico della nave Westmorland. Quadri, opere, spartiti musicali, reperti archeologici, comprati da un gruppo di baronetti inglesi nel loro Grand Tour in Italia, sono un patrimonio intatto e preziosissimo comprato dal Re di Spagna e destinato alla Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid, dove tuttora si trova, ben custodito ma invisibile. La Biennale del Disegno ha potuto estrarre una serie di acquerelli di William Hamilton ma soprattutto di John Robert Cozens, che ritraggono laghi vulcanici della campagna romana, vedute del Vesuvio e dei Campi Flegrei, assieme ad altre testimonianze di quella eccezionale vicenda storica.

Si prosegue nella Sala delle Teche con la mostra a cura di Eleonora Frattarolo “I migliori viaggi della nostra vita” che espone taccuini e diari di viaggio di 15 artisti concentrati sulle geografie di svariati viaggi e transiti in paesaggi memorabili. La Saletta Bilancioni ospita la mostra curata da Alessandra Bigi Iotti dal titolo “Viaggio in una stanza”, che espone la collezione di Lia e Daniele Rivi la cui peculiarità sta nel fatto che i disegni dei maggiori artisti del Novecento sono incorniciati da preziose cornici antiche risalenti al periodo dal XVI al XVIII secolo. Cartoon Club espone nella Sala Gruau la mostra “Tengo la posizione” personale di Simone Massi, disegnatore e animatore mentre “Rimini sommersa” – i disegni “subacquei” di Samuele Grassi, illustratore riminese – rappresentano Rimini-Atlandide, dove sopra e sotto la superficie dell’acqua si possono intravedere i monumenti della città. L’Ala Nuova del Museo della Città ospita “Cantiere Disegno”, dedicata al contemporaneo: 27 artisti e più di 300 disegni.

Alla Biblioteca Gambalunga si potranno visitare tre mostre: la prima dal titolo “Grotte, cascate e forre. Il Grand Tour della natura” (a cura di Massimo Pulini e Franco Pozzi) conterrà acquerelli e disegni realizzati dalla seconda metà del Settecento da artisti che portano l’attenzione sulla natura. Tra questi 22 disegni dai taccuini di Felice Giani, tra i più eccellenti disegnatori dell’epoca, che disegna i paesaggi di Faenza e Marradi.  La seconda mostra, “I disegni dell’Océanie”, a cura di Rosita Copioli e Alessandro Giovanardi, si concentra sulle splendide illustrazioni di questo esploratore e abile disegnatore, conservate nel Fondo Des Vergers. Più di 100 disegni antropologici ci permettono di ammirare costumi, edifici e simboli sacri provenienti dalle culture oceaniche e aborigene oltre a quelle dell’India e dell’Indocina. La terza mostra in Biblioteca è dedicata al designer Thayaht (1893-1959) dal titolo “Futuro Presente”. Questo artista eclettico, uno dei rari stilisti del futurismo, è l’inventore della tuta, il capo d’abbigliamento oggi più usato nel mondo del lavoro (a cura di di Sabrina Foschini e Guido Cribiori).

Spostandosi a Palazzo del Fulgor si potrà vedere, per la prima volta, una selezione dei rari originali cartacei realizzati per il primo lungometraggio a colori “La Rosa di Bagdad” tra cui rodovetri, fondali oltre a una collezione modenese di disegni. 

Sempre nel Palazzo al Museo Fellini, è allestita la mostra “Cinema e libertàI Carteles de Cine cubani” (di Luigino Bardellotto, Adolfo Conti e Patrizio De Mattio), riunisce i manifesti realizzati da grafici straordinari impegnati, negli anni Sessanta, a ridisegnare le locandine dei film europei. Dalla collezione Bardellotto arriva una rassegna dei manifesti più belli, sorprendenti e geniali come quelli realizzati per i film di Fellini, Truffaut, Losey, Kurosawa.

Si continua a Castel Sismondo dove nell’Ala di Isotta, la mostra “Everything spoke so vividly” espone 24 artisti selezionati dalla più prestigiosa collezione francese di disegno contemporaneo, la FRAC Picardie di Amiens. 

Info: www.biennaledisegnorimini.it