Un momento della conferenza stampa di presentazione delle iniziative

“Avvicinare i giovani allo studio della storia dei genocidi e per comprendere il mondo di oggi”: compie 60 anni l’Attività Educazione alla Memoria del Comune di Rimini.

Correva l’anno 1964 quando Rimini, una città ancora profondamente segnata dai bombardamenti del 1943 e 1944, decideva di organizzare il primo viaggio della memoria rivolto agli studenti con destinazione l’ex campo di concentramento di Mauthausen. A meno di 20 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale e dalla scoperta delle atrocità perpetrate nei campi nazisti, nessun’altra città italiana o pubblica istituzione aveva preso una decisione simile, se si eccettuano i pellegrinaggi dei reduci e dei loro famigliari.

Sessant’anni dopo, quell’iniziativa pionieristica e isolata dal contesto nazionale è diventata una delle attività educative più longeve, conosciute e apprezzate anche oltre confine: l’Attività Educazione alla Memoria, un programma pedagogico, scientifico e culturale che coinvolge l’intera città, pur rivolgendosi prioritariamente alle giovani generazioni. Se il viaggio studio ai luoghi della memoria resta centrale – dal 1964 a oggi sono più di 2500 i giovani riminesi che vi hanno preso parte – l’Attività si struttura come un percorso più lungo e articolato, che promuove lo studio della storia dei crimini nazi-fascisti come opportunità di riflessione sul male e sul valore della responsabilità individuale nel presente.

“Lo scorso ottobre – ricorda il sindaco Jamil Sadegholvaad – ho voluto accompagnare in visita ad Auschwitz i ragazzi e le ragazze delle scuole di Rimini per vedere anche io coi miei occhi le tracce degli orrendi crimini nazisti. Indubbiamente sapevo, per tutto quello che ho letto e studiato sulla deportazione e sulla Shoah, a scuola e poi in età adulta, che ripercorrere la storia delle atrocità perpetrate sarebbe stata un’esperienza emotivamente impegnativa. Ma ho scoperto che viverla accanto ai nostri giovani, ascoltare i racconti terrificanti del male perpetrato e vedere le rovine dei crematori di Birkenau attraverso il loro sguardo e le loro domande, mi ha regalato un grande dono: quello di sentirmi parte di una comunità di persone, adulti e giovani, che si tiene per mano per provare a comprendere da dove viene la violenza, quella di ieri e quella altrettanto terribile di oggi. L’impegno del Comune di Rimini con l’Attività di Educazione alla Memoria non può che continuare e rafforzarsi, perché non si può rinunciare a combattere con le armi dello studio, del dialogo e dell’educazione per sconfiggere l’odio e abbattere i muri di ogni forma di discriminazione. Questi 60 anni, che vogliamo celebrare, sono una tappa fondamentale per la nostra città, tra le prime a credere e a investire nel valore educativo di questi temi. Sono infatti tantissimi gli studenti riminesi che finora hanno avuto la possibilità di partecipare al percorso di formazione storica sui crimini nazifascisti, sulla Shoah e sulla deportazione politica. Un momento formativo importante che ogni anno viene riproposto ai ragazzi di tutte le scuole della città, con lo scopo di studiare questi crimini del passato. Per interrogarsi sui valori della dignità della vita, della libertà, della democrazia e della responsabilità individuale di fronte al male.”.

I numeri dell’Attività di Educazione alla Memoria
Oltre ai 60 viaggi memoria, che hanno coinvolto più di 2500 studenti riminesi, l’Attività di Educazione alla Memoria ha consentito la formazione di circa 10 mila persone fra studenti ed insegnanti che hanno partecipato, anno dopo anno, ai percorsi di educazione organizzati, collegati alle scuole superiori. Numeri importanti a cui vanno aggiunte le formazioni specifiche per oltre 1000 insegnanti decine di convegni e seminari, tra cui conferenze internazionali e incontri con i testimoni. Come quelli con i testimoni sopravvissuti, al Teatro Novelli nel 2010 con Liliana Segre, oppure nel 2013 con Sami Modiano. E poi ancora Shlomo Venezia e le sorelle Bucci.

Il riconoscimento del 2021 “Rimini Città della Memoria”
Nel percorso che la città ha fatto in questi anni va citata senza dubbio l’importante tappa del 2021, quando Rimini, su proposta del Ministero dell’Interno, in accordo con l’Unione delle Comunità ebraiche, fu scelta come “Città della Memoria”. Una decisione per la quale, in quell’anno, Rimini è stata riconosciuta – dal Comitato di Coordinamento per le celebrazioni delle iniziative in ricordo della Shoah costituito presso la Presidenza del Consiglio – come luogo di riferimento nazionale per il Giorno della Memoria. Un’occasione per la quale venne preparato un programma speciale di eventi, organizzati come valorizzazione e approfondimento storico anche del territorio e che si è sviluppato in seno agli incontri coordinati in sede locale dalla Prefettura, con la partecipazione del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, l’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea e della Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea (CDEC).

L’incontro pubblico al Teatro Galli
Per condividere con la cittadinanza il significato dell’Attività di Educazione alla Memoria, ripercorrendone la storia con i ricordi di tanti che hanno contribuito a scriverla, giovedì 25 gennaio alle 17.30 si terrà al Teatro Galli un incontro pubblico. Sarà l’occasione per ascoltare l’esperienza degli studenti e studentesse che hanno partecipato al viaggio ad Auschwitz del Comune, insieme al Sindaco Jamil Sadegholvaad e una breve lectio magistralis della professoressa Milena Santerini, già Coordinatrice Nazionale per la lotta all’antisemitismo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che parlerà di “La metamorfosi dell’odio: antisemitismo e razzismo oggi”.

Il calendario del 60^ anniversario – curato da Laura Fontana, Responsabile dell’Attività di Educazione alla Memoria del Comune di Rimini – comprende più di 20 appuntamenti, curati in collaborazione con l’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea della Provincia di Rimini (Isrec Rimini), ed è attraversato dal tema degli under 18, sia come argomento storico (la disobbedienza e resistenza dei giovani sotto il fascismo e il nazismo) che come linguaggio espressivo (i fumetti, il teatro, la narrativa).

Il seminario di formazione per gli studenti
Il titolo del seminario di formazione che coinvolge 130 studentesse e studenti di tutte le scuole superiori di Rimini, “Qualcuno doveva iniziare”, si ispira alle ultime parole pronunciate sul patibolo da Sophie Scholl – artefice col fratello e un piccolo gruppo studentesco del movimento di resistenza al nazismo Rosa bianca – prima di essere decapitata a 21 anni. Dieci gli incontri previsti, un film (La rosa bianca. Sophie Scholl, martedì 20 febbraio ore 15, Cineteca Comunale) e un viaggio studio a Dachau, Monaco e Norimberga, per indagare lo spazio di libertà che anche sotto una dittatura consente all’individuo di compiere scelte di responsabilità e di coraggio.

“L’Attività Educazione alla Memoria è nata per i ragazzi e le ragazze – dichiara l’Assessora Francesca Mattei – non solamente come occasione per conoscere il passato e riflettere sul presente, ma come uno spazio di dialogo e di crescita morale e politica in cui ognuno è chiamato a prendere posizione rispetto alle diverse forme di male che attraversano la società contemporanea, a come può reagire e intervenire oggi. Mettere al centro i giovani, senza farne solamente i destinatari di un programma, è stata una sfida che va mantenuta e riproposta ogni anno con fiducia e determinazione”.

Giorno della Memoria
Sabato 27 gennaio 2024 alle ore 10.30 per la commemorazione del Giorno della Memoria nel parco “Ai Caduti nei Lager 1943-1945”, via Madrid si svolgerà la cerimonia di deposizione di una corona di alloro al monumento dedicato alle vittime dei lager nazisti e di tutte le prigionie, alla presenza delle autorità civili e militari, dei rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma e di una delegazione studentesca.

Per la ricorrenza del Giorno della Memoria, c’è grande attesa per l’arrivo da Parigi di una grande mostra a cura del Mémorial de la Shoah, I fumetti e la Shoah. L’immagine a servizio della memoria (27 gennaio-10 marzo, Sala Isotta Castel Sismondo, in collaborazione con Fellini Museum) che presenterà oltre 2000 comics, manga e albi illustrati ispirati alla persecuzione degli ebrei sotto il Terzo Reich. Tra le tante opere esposte in riproduzione e con alcuni pezzi originali, dei veri e propri cult come Capitan America e Topolino, il giornalino fascista il Balilla, la Storia dei 3 Adolf del giapponese Osamu Tezuka, le avventure del fattorino belga Spirou, il dirompente Maus di Art Spiegelman, ma anche varie pubblicazioni realizzate insieme ai sopravvissuti. Tra questi, Ginette Kolinka in Francia e Liliana Segre in Italia. Sono previsti due incontri di formazione per gli insegnanti e visite guidate per le scuole a cura di Isrec Rimini.
A corredo della mostra è in programma la proiezione di un cartone animato per le scuole elementari dal titolo “ARF”, di Simona Cornacchia e Anna Russo, prevista per la mattina del 27 gennaio, alle ore 10.00 al Teatro degli Atti di Rimini (a cura di Cartoon Club).

Tre gli spettacoli teatrali e musicali in calendario dal 23 al 28 gennaio:
Aquile randagie. Credere, disobbedire, resistere, di e con Alex Cendron che racconta la resistenza di un gruppo di giovani scout durante il regime fascista (martedì 23 gennaio ore 20.30, Teatro Galli, con matinée alle ore 10 per le scuole, in collaborazione con Alcantara Teatro), La stanza di Etty, ispirato ai diari di Etty Hillesum, uccisa ad Auschwitz, a cura di Liana Mussoni (venerdì 26 gennaio ore 21.15, Cast Oro Teatro di Rimini, con matinée per le scuole sabato 27 gennaio alle 10.00), Ale brider, lettura concerto con repertorio musicale klezmer di Siman Tov, con la partecipazione di Alberto Guiducci (domenica 28 gennaio ore 21, Teatro degli Atti).

Anche la letteratura per ragazzi è protagonista di un ciclo di appuntamenti che dal 25 gennaio al 25 marzo porteranno a Rimini alcuni fra gli autori e le autrici più amati dal pubblico dei giovanissimi (Daniele Susini e Fulvia Alidori con Anna Sarfatti, Daniele Aristarco, Frediano Sessi, Tommaso Percivale), tutti promossi dalla Biblioteca Gambalunga, in collaborazione con Libreria dei Ciliegi17 e di Mare di Libri.
Completa la rassegna, la presentazione dell’opera “È presa la decisione di espatriare. Storia di una famiglia ebraica tra persecuzione e dopoguerra”, di Francesca Panozzo (lunedì 29 gennaio 17.30, Cineteca comunale, in collaborazione con Isrec) in dialogo con Laura Fontana.

“L’Attività Educazione alla memoria – commenta Laura Fontana, Responsabile dell’Attività di Educazione alla Memoria – ha come scopo quello di avvicinare i giovani allo studio della storia dei genocidi per comprendere il mondo di oggi. In 60 anni questa attività ha coinvolto migliaia di adolescenti e centinaia di insegnanti del nostro Comune. Un impegno iniziato nel 1964, quando, Rimini, prima Amministrazione pubblica in Italia, decise di promuovere i viaggi studio agli ex campi di concentramento nazisti, finanziando un progetto che nel tempo si sarebbe consolidato e ampliato, fino a diventare dagli anni Novanta l’Attività di Educazione alla Memoria. Abbiamo scelto di celebrare questo importante traguardo con un calendario davvero importante, tra cui ci sono iniziative di spessore, come la mostra a cura del Mémorial de la Shoah sui fumetti e la Shoah, una significativa esposizione che arriva a Rimini dopo essere stata esposta a Parigi.”

Giorno del Ricordo
Per il Giorno del Ricordo che ricorre il 10 febbraio, il Teatro Galli (Sala Ressi) ospita venerdì 9 febbraio una giornata internazionale di studi intitolata “La Frontiera Adriatica alla luce del concetto di urbicidio”, con il coordinamento scientifico del prof. Raoul Pupo, illustre studioso, e la partecipazione di studiosi italiani, sloveni e croati. L’iniziativa è curata da Isrec Rimini, in collaborazione con il Comune di Rimini e il Mémorial de la Shoah di Parigi.

“Nel 2024 ricorre il ventesimo anniversario del Giorno del Ricordo – sottolinea Oriana Maroni, Presidente dell’Isrec -.   Considerata l’importanza di tale ricorrenza, si è ritenuto di accompagnare il momento puramente celebrativo con uno spazio ampio dedicato invece alla riflessione. Tale riflessione si articolerà su due momenti: l’uno dedicato prevalentemente alla didattica della storia della Frontiera Adriatica, la cui rilevanza è stata di recente richiamata dal Ministero… con l’emanazione di apposite Linee guida; l’altro invece all’approfondimento di uno dei grandi e terribili nodi della contemporaneità, in cui è ben visibile il collegamento fra le vicende delle terre giuliano-dalmate e la “grande storia” europea e mondiale, vale a dire quello degli urbicidi”.

Giornata europea in memoria dei Giusti
Conclude il programma la celebrazione della Giornata europea in memoria dei Giusti dell’umanità (6 marzo) con un’iniziativa che coinvolgerà alcuni studenti delle scuole secondarie di primo grado attraverso un percorso dedicato alle figure di sportivi e sportive che si sono distinti per il loro comportamento solidale e coraggioso durante la Shoah e altri eventi drammatici.
Nell’ambito del progetto educativo sui Giusti che quest’anno verte sul tema dello sport e degli sportivi come esempio di solidarietà, coraggio e eroismo, è previsto un incontro fra i ragazzi e due grandi campioni, Maxime Mbanda, rugbysta, e Marco Bezzecchi campione riminese di motociclismo. Un dialogo con le studentesse e gli studenti sui temi della responsabilità individuale, del fairplay, dell’impegno a favore dei più deboli. L’incontro si terrà al Teatro degli Atti – giovedì 14 marzo alle ore 9.00 –  ed è rivolto alle scuole secondarie di primo grado. Parteciperanno la vicesindaca, Chiara Bellini, l’assessora Francesca Mattei, l’assessore Moreno MaresiLaura Fontana, Responsabile dell’Attività Educazione alla Memoria e Daniele Susini, coordinatore del progetto sui Giusti.

Il logo dei 60 anni
Per la celebrazione dei 60 anni dell’Attività di Educazione alla Memoria è stato realizzato un logo particolare con una grafica che ha tratto ispirazione da elementi simbolici fondamentali, tipici del mondo concentrazionario nazista: la casacca a righe degli internati; il triangolo di vari colori, cucito sulle casacche stesse, che classificava le diverse categorie dei prigionieri; la montagna di occhiali sottratti ai deportati destinati a morte, esposta nel museo del campo di Auschwitz-Birkenau. Un’ideazione dello Studio grafico “Colpo d’occhio” di Enzo Grassi che da anni collabora con l’Attività di Educazione alla Memoria.

L’attività di Educazione alla Memoria del Comune di Rimini viene realizzata anche grazie a collaboratori e sostenitori, che in forme diverse partecipano, permettendogli di continuare ad esistere. Non si tratta solo di un aiuto prezioso, ma anche di un rapporto di condivisione e di fiducia, grazie al quale è possibile, ogni anno, avvicinare centinaia di giovani alla storia del Novecento, promuovendo una riflessione sul valore dei diritti umani anche nel tempo presente. Il progetto, infatti, è realizzato grazie a: Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna, l’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia sezione di Rimini, Alterecho s.r.l., Rimini Classica Associazione Culturale, Sorridolibero Associazione Culturale, CGIL di Rimini, CISL Romagna, COOP Alleanza 3.0, Gruppo HERA, Legacoop Romagna, Nuova Ricerca,  Uil Provincia di Rimini, l’Associazione Nazionale Vittime Civili di guerra ANVCG.