Veronica Bagnolini (al centro in grigio) con Giuria composta da Lucia Nicolussi, Michele Olivieri, Arturo Cannistrà

Si tratta di Veronica Bagnolini, coreografa e regista che ha vinto con il corto omaggio ad Edith Piaf

La riminese Veronica Bagnolini ha vinto ieri sera il primo premio assoluto del “Parma international music film festival – XI edizione DANCE AWARD 2023”. Con un corto di 7 minuti, attraverso dei giovanissimi corpi danzanti, prende forma il racconto della vita di Edith Piaf – “Balayé pour toujours” En hommage à Edith Piaf – dal giorno della nascita alla morte. “Un filmato ricco di simbologie. Ne esce un quadro vivido in cui la fatica di percorrere la vita si muove con la speranza di trovare sempre una via d’uscita dalla quotidianità…” . E’ l’incipit della motivazione che attribuisce alla riminese il prestigioso riconoscimento internazionale.

La direzione artistica, coreografia e produzione sono di Veronica Bagnolini; video e fotografia: Francesco Grillo, designer del suono e  mix: Alessandro Baldrati ; i danzatori di Aulòs Danza Rimini diretta da Marilena Salvatori. Cast tutto riminese con Edith Piaf: Anita Bergonzoni, Nicole Esposito, Rebecca Federici.  Dancers: Caterina Bonvicini, Giovanni del Monaco, Martina Gessaroli, Victoria Rota, Alessia Telha, Alberto Valloni, Lara Vannucci. Comparse: Denis Bagnolini, Mario Patrono. Le riprese sono state effettuate a Poggio Torriana.

Veronica Bagnolini, danzatrice e coreografa riminese nel cortometraggio  unisce la sua professionalità nella danza all’occhio della regia. La ritroveremo a breve anche al cinema, come attrice e danzatrice, tra i protagonisti nell’ultimo film della regista Clelia Parisi, “XX secoli di secondi” (soggetto di Carlo Tedeschi, sceneggiatura di Angela Failla e Simona Ferruggia, aiuto regia Maddelisa Polizzi) le cui riprese sono appena terminate al Lago di Monte Colombo di Rimini e nel quale Bagnolini riveste i panni dell’antagonista insieme a Gianluca Galimberti.

Il corto su Edith Piaf da titolo è un romantico viaggio nella storia dell’artista, dall’infanzia al pieno della carriera artistica, fino alla prematura scomparsa.  Le sue disavventure familiari , le innumerevoli e tormentate storie d’amore , i problemi di salute, tutto concorre a far da cornice alla sua sensibilità umana e alla sua indiscussa grandezza artistica . “Ci soffermiamo su ciò che Edith Piaf ha lasciato al mondo – spiega Veronica Bagnolini – rappresentandola come artista di fama mondiale, cantautrice e creatrice di chanson d’amour immortali. Il tutto in una ambientazione romagnola, sui colli di Poggio Torriana in provincia di Rimini, per evidenziare il fatto che Edith Piaf non ha confini.  Ho ricercato assieme ai danzatori la gestualità corporea idonea a rappresentare al meglio questa grande artista. L’obiettivo è un viaggio coreografico tra soli, duetti corali che rappresentino tre figure di Edith Piaf: l’ingenuità, la consapevolezza del movimento, la qualità di movimento sofferente”.

La trama

In piena prima guerra mondiale, nel caos e  nel gelo di Parigi, una donna canta per strada per guadagnarsi da vivere.  Cosi iniziò la carriera di Edith Piaf.

Il corto è un viaggio dall’infanzia alla sua morte, mettendo in luce tutte le difficoltà della giovane per farsi strada, tutti gli amori che ha incontrato e i capolavori che ha creato. 

I protagonisti sono giovani danzatori dai 12 ai 20 anni, che con naturalezza si immedesimano in questa artista, rappresentando cosi una Edith Piaf di tutti. Nel giovane che combatte per farsi strada, negli incontri a volte sbagliati, a volte fortunati, nella fragilità dell’ umano, nella vita artistica finita troppo presto, ma che ancora oggi è presente.