La locandina dell'evento

Alla Corte degli Agostiniani, i proventi saranno devoluti al sostegno per l’adozione a distanza di 16 studenti in Uganda

In questi tempi difficili, segnati da venti di guerra così vicini a noi, occorrono gesti, parole e persone capaci di essere costruttori di pace. È con questa consapevolezza che il Corone di Rimini (www.coronerimini.it), attivo da ben nove anni, invita tutti al concerto di giovedì 4 agosto alle ore 21,15 presso la corte degli Agostiniani. Una serata che, come di consueto per il Corone, si colora di solidarietà e bellezza e che oggi è risposta ad una vera e propria “chiamata dei tempi”. L’attività del Corone, infatti,da ben nove anni, consiste nella ricerca della bellezza delle tradizioni musicali di tutti i paesi del mondo e, al contempo, nella raccolta di fondi per l’educazione di ragazzi in Uganda tramite AVSI, contribuendo così  costruire percorsi di fioritura umana.

Papa Francesco ha recentemente detto:Vorrei che rimanga in tutti voi una domanda: cosa faccio io per il popolo ucraino? Prego, mi do da fare, cerco di capire? Ognuno si risponda nel proprio cuore”.

Ebbene la domanda di pace si allarga al mondo intero. Sono 16 i ragazzi che, grazie ad eventi come quello di  giovedì 4 agosto, il Corone sostiene nel loro percorso di studio, strappandoli alla miseria e al degrado generati da conflitti e tali da alimentare ulteriori conflitti. 

In Uganda, la rinascita personale di una comunità di donne (reduci da violenze inenarrabili) attorno alla figura di una infermiera, Rose Busingaye, ha permesso di vivere un senso rinnovato della propria esistenza, tanto da volere per i propri figli una scuola – impresa che è stata possibile grazie agli aiuti dall’Italia – dove imparare a vivere questa speranza (così è nata la scuola a Kampala). Vivere una speranza ha portato le “donne di Rose” a sentirsi solidali col mondo intero, inviando il poco danaro guadagnato spaccando le pietre anche in Ucraina (precedentemente avevano fatto lo stesso per altri luoghi e vittime di sciagure). Sono pochi spiccioli, ma l’esito di un grande gesto, che fa comprendere l’importanza di farsi costruttori di pace, artigiani di una nuova cultura, come ricorda il papa incessantemente. 

La rassegna musicale, come da tradizione, spazierà su vari continenti e culture musicali. Si va dalle tradizione italiane all’America latina, ad Israele ad autori ucraini, per giungere ai canti slavi di Bregovic e toccare l’America del Nord. 

Un viaggio nella bellezza e in quel senso di unità ed armonia, segno sensibile di vera e propria pace che i popoli esprimono laddove siano messe in gioco le più profonde esigenze del cuore (amore, giustizia, bellezza, nostaglia di verità e infinito). Una pace che le logiche dei potenti non devono potersi permettere di cancellare. 

Ecco dunque la reale occasione che possiamo vivere giovedì 4 agosto: essere protagonisti di questa costruzione di percorsi di pace con la semplicità di un gesto quotidiano qual è assistere ad un concerto e contribuire così all’educazione di 16 futuri costruttori di pace. 

Un concerto che non è solo un concerto, ma la possibilità di comprendere che un mondo unito, in cui ritrovarsi fratelli, esiste e possiamo continuare a costruirlo insieme.