La scelta a favore di quasi 57mila riminesi, invariati scaglioni e aliquote. Parere favorevole della V Commissione


La V Commissione consigliare ha espresso parere favorevole alla conferma per il 2024 degli scaglioni, delle aliquote e della soglia di esenzione dell’Addizionale Comunale IRPEF già introdotte nel 2023.

Con l’atto si permetterà quindi di mantenere esenzioni e riduzioni previste nel bilancio di previsione 2024 e già applicate nell’anno precedente, con una particolare attenzione alle fasce di popolazione più fragili: è quindi confermata la soglia di esenzione per i redditi sotto i 16mila euro (tra le soglie più alte in Italia), che consente a quasi 57mila cittadini con basso reddito di non pagare il tributo. Così come restano invariate le aliquote su quattro scaglioni già introdotte nel 2023 e che lo scorso anno hanno portato ad una riduzione del tributo a favore di oltre 48mila riminesi. Nello specifico restano queste le aliquote: 0,50% per reddito da 0 a 15.000 euro, 0,60% da 15.001 a 28.000 euro, 0,70% da 28.001 a 50.000 euro, 0,80% sopra i 50mila euro.

La delibera si rende necessaria a seguito del recente decreto legislativo del 30 dicembre scorso che ha riformato le imposte sul reddito delle persone fisiche, stabilendo la revisione degli scaglioni e delle aliquote dell’IRPEF da utilizzare per il calcolo dell’imposta lorda. In particolare, solo per l’anno 2024, gli scaglioni di reddito sono stati ridotti da 4 a 3, con l’accorpamento del primo con il secondo (con aliquota del 23%). Per quanto riguarda gli enti locali, il decreto prevede che i Comuni possano modificare gli scaglioni e le aliquote dell’addizionale comunale per conformarsi alla nuova articolazione, oppure determinare – sempre relativamente al solo anno 2024 – aliquote differenziate sulla base degli scaglioni di reddito già vigenti per il 2023. In assenza di delibere da parte dei Comuni entro il termine del 15 aprile, il decreto prevede l’applicazione in automatico delle aliquote vigenti nel 2023, senza però chiarire se sulla base degli scaglioni 2023 o sulla nuova articolazione a tre fasce.  

L’Amministrazione ha quindi ritenuto opportuno adottare una specifica deliberazione con la quale si confermano per il 2024, oltre all’esenzione per i redditi sotto i 16 mila euro, sia le aliquote e sia gli scaglioni adottati nel 2023. L’eventuale adeguamento automatico con l’accorpamento del primo e del secondo scaglione comporterebbe minori entrate al Comune per 600mila euro a fronte di un intervento di carattere temporaneo, in quanto al momento valido per il solo 2024 (e dunque con aggravio per i contribuenti ad effettuare un doppio conteggio per i redditi 2024).

“Con questa delibera andiamo quindi a confermare esenzioni, riduzioni e aliquote del 2023, uno schema che vede il Comune di Rimini tra gli enti più virtuosi rispetto all’applicazione dell’addizionale Irpef, nonché il capoluogo dell’Emilia Romagna con il prelievo più basso e con la soglia di esenzione applicata più alta – sottolinea l’assessore al Bilancio Juri Magrini – Continuiamo dunque a seguire l’impostazione che ci ha portato a inizio mandato a scegliere di innalzare la soglia di esenzione a 16 mila euro e di introdurre riduzioni delle aliquote, con l’obiettivo di andare incontro alle fasce di popolazione più esposte. Misure che siamo nelle condizioni di poter mantenere anche grazie ad un bilancio solido e in equilibrio, a fronte di una modifica normativa a cui al momento non sappiamo neppure se il Governo darà continuità e per il quale non è stata prevista alcuna compensazione a copertura degli enti locali”.