L’allarme lanciato da Confesercenti Rimini. Vagnini: “Bisogna intervenire in modo più incisivo e strutturale a sostegno del potere d’acquisto delle famiglie”

A poche settimane dal Natale, per il commercio al dettaglio si addensano ancora le ombre sulle luci. Caro vita e alti tassi di interesse continuano a pesare sui portafogli delle famiglie e sulle imprese, anche se l’inflazione complessiva è in rientro. È quanto emerge dalle rilevazioni Istat di novembre: nel commercio al dettaglio si segnala un leggero recupero di fiducia, che resta però sotto la media del primo semestre dell’anno, e il sistema produttivo sta scontando maggiormente i contraccolpi delle incertezze internazionali, insieme a livelli dei tassi di interesse che sono raddoppiati in un anno e con una domanda che resta stagnante.

Per quanto riguarda i consumatori si intravede qualche luce, con le famiglie che hanno affrontato il 2023 attingendo, dove possibile, ai risparmi per cercare di mantenere i livelli di spesa e far quadrare i bilanci, e continuano a fronteggiare una situazione ancora difficile sul fronte dei prezzi anche se l’inflazione complessiva viene spinta verso il basso dai prezzi dei prodotti energetici e delle utenze domestiche.

“Bisogna intervenire in modo più incisivo e strutturale a sostegno del potere d’acquisto delle famiglie – osserva Fabrizio Vagnini, presidente Confesercenti provinciale Rimini -. La legge di bilancio certamente prende atto di questa fase difficile, con interventi opportuni in questa direzione, ma occorre fare di più a sostegno dei consumi e dell’economia. Bene, dunque, l’accettazione da parte della Commissione europea della revisione del PNRR e l’erogazione della quarta rata. Ora, però, è necessario far ripartire la domanda interna, con un Pil che secondo nostre stime potrebbe fermarsi allo 0,6% nel 2024, così come è fondamentale rafforzare gli strumenti di accesso al credito per le imprese meno strutturate in questa fase delicata”.