Crisi economica legata al Coronavirus (foto di repertorio)

Permetteranno di ottenere i contributi a fondo perduto. La scadenza prevista per il prossimo 31 luglio

Mancano ancora 2 settimane alla scadenza dei termini per la presentazione della domanda che consente di accedere ai contributi a fondo perduto per le  attività che negli ultimi due anni hanno subìto un calo di fatturato e il numero delle istanze,  presentate negli uffici comunali, è già arrivato a 40. Un dato che conferma il successo di una misura di sostegno, apprezzata dalle imprese, che fa parte di un pacchetto di azioni a supporto del tessuto economico della città.

Scadono infatti il prossimo 31 luglio i termini  per la  presentazione della domanda del bando – in pubblicazione dallo scorso 16 giugno – per accedere ai contributi a fondo perduto per le attività che negli ultimi due anni hanno subìto un calo di fatturato di almeno il 20% rispetto al 2019.  A loro disposizione è stata stanziata una somma di 300mila euro in quanto  più di altri hanno subìto il contraccolpo della crisi pandemica, un investimento che il Comune di Rimini mette in campo con l’obiettivo di dare un supporto al tessuto economico locale in questa fase di ripartenza a seguito dell’emergenza pandemica.  

Nello specifico la misura approvata dalla Giunta comunale prevede la concessione di contributi a fondo perduto a quelle imprese che nel 2020 oppure nel 2021 hanno subìto un calo di fatturato rispetto al 2019 di almeno il 20% e non abbiano già ricevuto ristori Covid-19 in misura superiore a 5.000 euro.  L’intervento è rivolto a tutti i settori (ad eccezione di quello bancario e assicurativo), per imprese con sede nel Comune di Rimini. La misura prevede un contributo compreso tra 5mila e 3 mila euro per ciascuna impresa beneficiaria, che varierà in base al numero delle domande presentate.

Sono quattro i punti essenziali, contenuti nel bando, che delineano le caratteristiche dei beneficiari: 1. essere imprese micro o piccole; 2. non appartenere al settore bancario o assicurativo, 3. soddisfare alcuni requisiti “di regolarità” tra i quali ad esempio essere a posto con il DURC, con la normativa antimafia e non essere incorsi negli ultimi due anni in dichiarazioni mendaci verso la Pubblica Amministrazione (eccezionalmente, data la finalità dell’aiuto, non è richiesto di essere in regola con le imposte, né verso l’Erario né verso il Comune o altri Enti); 4. avere conseguito, nel 2020 oppure nel 2021, un fatturato non superiore all’80% di quello realizzato nel 2019, e non avere già incassato più di 5.000 € per aiuti o ristori “anti-Covid”

“Il numero delle domande presentate finora – precisa l’assessore alle attività economiche Juri Magrini – dimostra la bontà di un’iniziativa pensata per aiutare in particolare quelle imprese che fino ad oggi hanno ricevuto meno ristori.  Il tetto, fissato infatti al 20% per essere ammessi a contributo ci consente di ampliare il campo, comprendendo anche quelle attività escluse dagli incentivi statali e regionali erogati con il parametro del fatturato, che fissavano la soglia minima al 30%. Un contributo importante a quelle  imprese che hanno avuto ripercussioni dalla pandemia e che oggi si stanno attrezzando alla ripartenza nel bel mezzo di una crisi internazionale, tra guerra e rincari dei costi dell’energia e delle materie prime. Mancano ancora 2 settimane alla scadenza e siamo già arrivati a 40 domande presentate, una conferma, che si aggiunge alle altre misure già introdotte e che introdurremo. Un pacchetto di azioni, rivolto all’ossatura del nostro tessuto economico, che intende tener conto anche delle mutazioni del contesto generale, per essere al fianco in maniera concreta alle piccole e medie imprese.”