Unioncamere: lieve incremento nel primo trimestre delle imprese attive in Regione

I numeri non raccontano ancora un effetto pandemia sulla base imprenditoria. A fine marzo 2021 le imprese attive sono lievemente aumentate (+0,2 per cento) rispetto allo stesso trimestre del 2020. E’ quanto emerge dall’analisi dei dati del Registro imprese delle Camere di commercio, effettuata dall’ufficio studi di Unioncamere Emilia-Romagna. La volontà e capacità degli imprenditori di resistere unite alle misure di sostegno introdotte e alla speranza in una rapida ripresa hanno così invertito le tendenze da lungo tempo in atto nella demografia delle imprese.

Imprese attive

Le imprese attive a fine marzo sono risultate 397.260 e hanno fatto registrare un lieve aumento (+679 unità, +0,2%) rispetto al termine dello stesso periodo dello scorso anno. Si tratta del primo incremento delle imprese attive registrato nel primo trimestre da dieci anni. Solo nei prossimi mesi, quando auspicabilmente la pandemia allenterà la presa e si attenuerà l’effetto delle misure a sostegno delle imprese, si riuscirà a capire se l’inversione di tendenza nella demografia d’impresa sia un fatto episodico o un fenomeno destinato a confermarsi nel tempo. A livello nazionale le imprese attive hanno fatto segnare un aumento dello 0,9 per cento.

I settori di attività economica

La tendenza negativa si è sensibilmente ridotta nei settori in difficoltà. In agricoltura abbandonano 568 imprese (-1%). L’industria ne perde 288, ma con una sensibile decelerazione della discesa (-0,7%), il dato più contenuto da dieci anni, appesantita dalle industrie della fabbricazione di prodotti in metallo e della moda. L’insieme del commercio all’ingrosso e al dettaglio e della riparazione di autoveicoli e motocicli subisce una lieve flessione (-313 unità, -0,4%). Al contrario, le imprese nel complesso dei servizi diversi dal commercio registrano l’aumento nel primo trimestre più ampio degli ultimi dieci anni (+1.228 imprese, +0,8%). In particolare, se mostrano un marcato segno rosso il trasporto terrestre (-244 unità, -2,2%) e le altre attività di servizi alla persona (-130 unità, -0,9%), i segnali positivi sono però molto più diffusi, più ampi e con chiari segni di accelerazione.

Il maggiore aumento in termini assoluti è quello delle imprese dell’immobiliare (364 unità, +1,3%). Aumentano poi le attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale (+250 unità, +4,8%), quelle di pulizie e giardinaggio (+195 unità, +3,7%), le attività di supporto per le funzioni d’ufficio e di altri servizi di supporto alle imprese (+149 unità, +3%), le attività finanziarie e assicurative (+244 unità, +2,7%). Infine, accelera la crescita delle imprese attive nella produzione di software, consulenza informatica e attività connesse (+111 unità, +3,1%), trascinate dallo smartworking. Anche le imprese delle costruzioni incrementano  la loro consistenza (+620 unità, +1%), beneficiando delle misure di incentivazione.

La forma giuridica

L’incremento tendenziale delle imprese attive riferito al termine del primo trimestre è stato determinato in primo luogo dal contenimento della perdita delle ditte individuali (-686 unità, -0,3%), che si è ridotta a un quinto di quella riferita allo stesso trimestre del 2020. A ciò si sono associate, da un lato, una riduzione della tendenza negativa delle società di persone (1.471 unità, -2,4%), con un calo pari a solo due terzi di quello riferito allo stesso trimestre dello scorso anno e il più ridotto degli ultimi sette anni, dall’altro, un’accelerazione del notevole aumento tendenziale delle società di capitale (+2.932 unità, +3,2%).