(foto di repertorio)

Il credito d’imposta vale per il 2021 e 2022 ma occorre prenotarsi entro il 31 marzo

Credito d’imposta del 50% per gli investimenti pubblicitari effettuati su quotidiani e periodici per il 2021 e il 2022. In concreto significa, ad esempio,  che un investimento di 100.000 euro su uno o più mezzi di informazione costa realmente solo 50mila euro perché i restanti 50.000 euro vengono “scontati” dalle tasse che l’imprenditore pagherà per l’anno d’imposta 2021 e 2022. Una interessante opportunità sia per chi ha necessità di comunicare i propri prodotti sia per le imprese editoriali che potrebbero trarre nuova linfa dallo “sconto” che lo Stato garantisce a chi investe, invogliandolo a spendere su quotidiani e periodici anche digitali. E anche un modo per cercare di riequilibrare una situazione che vede, sotto il profilo della raccolta pubblicitaria, i mezzi radiotelevisivi in netto vantaggio  su quelli cartacei e web. La comunicazione per l’accesso al credito d’imposta va però presentata dall’1 al 31 marzo di ciascun anno. Quindi, dal 1° al 31 marzo 2021 le imprese che hanno effettuato e/o intendono effettuare investimenti in pubblicità, nell’anno in corso, sia esso in incrementale su Radio e TV o non incrementale su mezzi di informazione stampa e online, devono inviare la propria prenotazione delle risorse a disposizione, che ammontano per il 2021 rispettivamente a 12,5 e  50 milioni di euro.

L’impatto della nuova norma

Questo grazie alla legge  di bilancio 2021 (articolo 1, comma 608, della legge 30 dicembre 2020, n. 178) che ha previsto che, per gli anni 2021 e 2022, il credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari sia riconosciuto nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche in formato digitale entro il limite massimo di 50 milioni di euro per ciascuno di tali anni. Tale credito di imposta non riguarda, pertanto, gli investimenti pubblicitari su radio e tv locali.

Le regole per la pubblicità incrementale

L’ Agenzia delle Entrate ha, però, ora chiarito (con il modello di comunicazione per la fruizione del credito di imposta e le istruzioni relative, pubblicati in data 24 febbraio 2021) che la sopracitata norma non sostituisce, ma affianca, anche per gli anni 2021 e 2022, la normativa (già applicata nei precedenti anni) di cui al comma 1-bis dell’articolo 57-bis del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e successive modificazioni, relativa alla cosiddetta “pubblicità incrementale”. Conseguentemente, anche per gli anni 2021 e 2022, alle imprese, ai lavoratori autonomi e agli enti non commerciali, che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulle radio e tv locali, analogiche e digitali, il cui valore superi almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi nell’anno precedente, è attribuito un contributo, sotto forma di credito di imposta, pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati.

Lo stanziamento vale 12,5 milioni

Lo stanziamento previsto per tale credito di imposta è, come negli scorsi anni, di euro 12,5 milioni a valere sul fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione. Qualora le domande di accesso alla detrazione di imposta risultino complessivamente di importo superiore a tale stanziamento, si procederà alla ripartizione dello stesso tra i beneficiari, in misura proporzionale al credito di imposta astrattamente spettante, secondo le modalità previste dal Dpcm 16 maggio 2018, n. 90.