Durante la funzione religiosa è stata letta la toccante preghiera a San Michele Arcangelo ed è stato ricordato il lavoro quotidiano svolto con passione in costante sinergia con le altre Forze dell’Ordine, le Forze Armate e le Pubbliche Amministrazioni.

In un clima di profonda condivisione e celebrazione, la Polizia di Stato della Provincia di Rimini ha festeggiato la ricorrenza del proprio Santo Patrono, San Michele Arcangelo.

Per l’occasione, la Santa Messa, officiata da Monsignor Domenico Beneventi della Diocesi di San Marino-Montefeltro, è stata ospitata in una cornice d’eccezione di straordinario valore storico e paesaggistico: la suggestiva Cattedrale di San Leone a San Leo, San Michele Arcangelo, proclamato Patrono e Difensore del Popolo da Papa Pio XII nel 1949, rappresenta da sempre la guida e il simbolo della missione quotidiana delle donne e degli uomini della Polizia di Stato: essere costantemente al fianco dei cittadini, garantendo sicurezza, prossimità e legalità.

Alla solenne cerimonia hanno preso parte il Prefetto di Rimini, il Questore, le massime Autorità civili e militari, unitamente ai poliziotti in servizio e in quiescenza, al personale dell’Amministrazione Civile dell’Interno, alle specialità della Polizia di Stato operanti sul territorio e all’Associazione Nazionale della Polizia di Stato.

Durante la funzione religiosa è stata letta la toccante preghiera a San Michele Arcangelo ed è stato ricordato il lavoro quotidiano svolto con passione in costante sinergia con le altre Forze dell’Ordine, le Forze Armate e le Pubbliche Amministrazioni.

Momento di forte emozione è stato poi la consegna delle medaglie di commiato da parte dei bambini della comunità che hanno partecipato alla celebrazione e i riconoscimenti al personale che si è particolarmente distinto nel servizio.

La Polizia di Stato  desidera rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i cittadini che hanno partecipato con calore a questo momento di festa e di raccoglimento, confermando ancora una volta quel saldo legame di fiducia e vicinanza reciproca che costituisce il vero cuore della sicurezza partecipata