“Per essere liberi, bisogna studiare e approfondire”: le sue parole. Gli auguri della città di Rimini

Ieri l’assessora comunale Francesca Mattei ha portato gli auguri a nome della giunta e di tutta la città di Rimini a una cittadina speciale, Attilia Donati, che ha festeggiato un traguardo straordinario: 100 anni di età. Un compleanno gioioso, animato dall’affetto della famiglia (i figli, le nuore, i sei nipoti e i cinque bisnipoti) e reso ancora più speciale dalla presentazione di un video al Valloni, dove sono state raccolte alcune delle foto più significative della vita di Attilia. Un ‘tributo visivo’ molto commovente, testimonianza di un secolo vissuto con grinta e intensità da Bibi, come la chiamano affettuosamente tutti. 

Nata a Cesena il 10 luglio 1924, la vita di Attilia comincia con un evento tragico: la madre muore di parto e lei viene data in adozione a Bruno Monticelli e Adele Zamagni, da cui si spiega il doppio cognome, simbolo di una storia di amore e accoglienza. 

Fin da giovane, Attilia ha dimostrato una grande dedizione e passione allo studio, diplomandosi maestra. Nel corso della Seconda guerra mondiale, il 24 dicembre 1994, inoltre, si sposa con l’amato Corrado Angeli, dal quale ha avuto tre figli maschi. Un matrimonio che è stato l’inizio di una vita dedicata alla famiglia e, contestualmente, alla città di Rimini, dove Attilia ha lavorato presso l’ufficio annonario del Comune, contribuendo alla gestione delle risorse in tempi particolarmente difficili.  

Attilia è sempre stata una grande appassionata di lettura e studio. Anche oggi, alla soglia dei cento anni, continua a leggere, trovando in questa abitudine una fonte di libertà e saggezza. Questo è il messaggio che lascia ai suoi nipotini come invito a cercare sempre la conoscenza e non smettere mai di imparare: “Per essere liberi, bisogna studiare e approfondire”.  

La vita di Attilia è stata segnata anche da eventi storici drammatici. Il 16 agosto 1944, ha assistito alla strage dei tre martiri, un episodio che l’ha profondamente colpita. Anche se non ha avuto il coraggio di avvicinarsi alla scena brutale, quel giorno ha lasciato un’impronta indelebile nella sua memoria.