L'assessore Roberta Frisoni (foto di repertorio)

L’assessora Frisoni: “Avviamo il percorso per la rigenerazione di un intero quartiere”

Dalla storica ferita dell’ex Questura all’opportunità di realizzare un nuovo quartiere riqualificato, con funzioni, servizi, aree pubbliche, in una zona centrale e strategica della città. Una prospettiva oggi più concreta grazie allo schema di accordo tra il Comune di Rimini e la società Ariminum sviluppo immobiliare per l’attuazione dell’intervento di riqualificazione e rigenerazione urbana dell’area dell’ex questura di via Ugo Bassi. Una proposta presentata questa mattina in III commissione consigliare, che ha espresso parere favorevole (nessun voto contrario, tre consiglieri astenuti) ad un accordo che potrebbe consentire di dare una svolta decisiva ad una vicenda che si protrae ormai da 25 anni, frutto di intensi mesi di lavoro e confronto tra l’Amministrazione Comunale e la società privata proprietaria dell’area.

La proposta, che sarà sottoposta al voto del Consiglio Comunale già la prossima settimana, si basa infatti su una importante revisione del precedente progetto presentato da Asi nell’ambito della richiesta di partecipazione all’accordo di programma per la riqualificazione dell’area. In particolare l’accordo presenta un ridimensionamento e un bilanciamento delle funzioni previste (commerciale, residenziale, aree pubbliche per verde, parcheggi e viabilità) e l’armonizzazione del progetto dell’area ex questura con gli altri iter urbanistici e di riqualificazione urbana che interessano il comparto: il Programma integrato di edilizia residenziale sociale (PIERS), la riqualificazione dello stadio Romeo Neri, la realizzazione della Cittadella della sicurezza all’ex Caserma Giulio Cesare, nella prospettiva di andare a ridisegnare l’intero quartiere attraverso una visione di insieme.

“Con questa proposta di accordo siamo vicini a sanare una ferita che la città si porta dietro da almeno 25 anni – commenta l’assessora Roberta Frisoni – da quando cioè, nel 1999, fu sottoscritta la convenzione tra Comune e la società Dama, allora titolare dell’area, per la realizzazione di quella che sarebbe dovuta diventare la nuova questura riminese. Stiamo letteralmente parlando di un’altra epoca storica, del secolo scorso: nel mentre è successo di tutto. E tante scelte sono state compiute sopra la testa dell’Amministrazione e dunque dei cittadini, che ne hanno poi subito le conseguenze. È stato da subito un percorso in salita: l’attesa della sigla di un accordo tra Dama e Ministero sempre annunciato e altrettante volte ritardato, i ripetuti solleciti da parte del Comune, l’avvio dei contenziosi verso la società per l’inadempimento al contratto, fino ad arrivare al fallimento della Dama che ha reso se possibile ancora tutto più complicato. E nel frattempo la vergogna della questura è cresciuta di pari passo al degrado dell’area e alla legittima stanchezza dei cittadini, non solo dei residenti”. 

“Con l’acquisizione all’asta dell’immobile da parte di Asi tre anni fa si è aperto un nuovo capitolo della storia, anche questo complesso – prosegue Frisoni – che si è nutrito anche di scambi accesi tra le parti. Oggi però siamo nelle condizioni di essere arrivati ad una sintesi che crediamo tenga insieme in maniera equilibrata le esigenze del privato con il perseguimento dell’interesse pubblico. Per noi interesse pubblico è far sì che quel quartiere possa essere sempre più vivibile, servito, accessibile e arrivare prioritariamente all’abbattimento del ‘mostro’ dell’ex questura. Siamo giunti con una dialettica serrata ad un accordo che prevede una sensibile riduzione delle superfici, l’impegno della società alla demolizione immediata dell’immobile e alla cessione al Comune di importanti dotazioni pubbliche per verde, parcheggi, viabilità. Nel complesso possiamo dire di aver avviato un percorso che ci porterà alla riqualificazione dell’intero quartiere, anticipando di fatto il Pug così come fatto con il piano dell’arenile, arrivando alla definizione di un progetto che tiene insieme in maniera armonica Ers, stadio Romeo Neri e cittadella della sicurezza”.

L’intervento si articolerà in due fasi: il primo stralcio prevede la integrale demolizione dell’ex questura e successivamente la realizzazione dell’intervento pubblico consistente negli alloggi previsti nel PIERS e  della realizzazione della medio-piccola struttura di vendita. La seconda fase prevede invece la realizzazione del secondo intervento privato (residenziale ed una piccola quota di esercizi commerciali di vicinato e pubblici esercizi). La demolizione dell’ex questura avverrò immediatamente dopo la sottoscrizione dell’accordo.