L’obiettivo è sostenere una visione di Europa sociale, solidale e inclusiva, in grado di rispondere efficacemente alle sfide del presente e del futuro.

Un Parlamento Europeo forte per un’Europa unita e solidale. Il Parlamento Europeo, eletto democraticamente, può garantire ai suoi cittadini sviluppo, benessere e progresso, soltanto se saprà rafforzare la propria dimensione collettiva, comunitaria, e proporre risposte comuni rispetto ai problemi interni e alle relazioni col resto del mondo. Superando gli interessi contrapposti dei singoli paesi membri e rilanciando una visione unitaria basata sulla solidarietà reciproca e sulla democrazia.

Va data piena attuazione al pilastro dei diritti sociali, promuovendo il miglioramento dei livelli salariali, delle condizioni di lavoro e delle protezioni sociali. Forti vincoli sociali devono orientare i criteri di finanziamento pubblico alle imprese. Vanno risolti i grandi divari regionali potenziando le politiche di coesione in un’ottica di lungo periodo.Bisogna convergere su~politiche comuni~a partire da quelle industriali e di ricerca e sviluppo, che contribuiscano alla produzione di beni pubblici di cui tutti gli Stati membri possano beneficiare. È necessario aggiornare la politica di concorrenza alle nuove sfide in modo da promuovere gruppi industriali europei salvaguardando la coesione e lo sviluppo territoriale, così come assicurare l’inclusione di clausole sociali negli accordi commerciali per~salvaguardare i diritti contrattuali dei lavoratori lungo tutte le catene di fornitura.

Occorre aumentare l’efficacia comunitaria rivedendo le competenze e gli ambiti di intervento, a fronte di un sistema troppo intergovernativo, troppo condizionato da veti e interessi nazionali su aspetti fondamentali come le~politiche migratorie~e~fiscali.Negli anni più recenti, davanti alle crisi generate dalla pandemia da Covid-19, le istituzioni europee hanno saputo reagire con intelligenza e lungimiranza. Sospendendo i rigidi vincoli imposti dal Patto di stabilità ed attuando piani quali NextGenerationEU e Sure, si erano finalmente interrotte le politiche cosiddette di «austerità», che per anni avevano imperversato sulle scelte economiche e sociali di ogni singolo Stato. Austerità che ha causato l’aumento delle disuguaglianze, la restrizione dei diritti sociali e del lavoro, l’atrofia degli investimenti pubblici per lo sviluppo economico e per lo stato sociale, la sconsiderata deregolamentazione nel mondo finanziario e nel mercato del lavoro.

Proprio nelle aree europee maggiormente colpite da povertà, disoccupazione, precarietà ed esclusione sociale si registrano i consensi più alti alle forze politiche antieuropeiste, nazionaliste, xenofobe, razziste e ispirate comunque alle peggiori esperienze dell’estrema destra del nostro continente. Serve perciò un’Europa che torni a considerare il proprio modello sociale – esempio unico e storicamente ispiratore delle conquiste più avanzate in tutto il mondo – come perno centrale delle proprie azioni e dei cambiamenti necessari. Serve un’Europa che realizzi un nuovo modello di sviluppo, armonico ed inclusivo tra le proprie differenti regioni. Serve un’Europa che redistribuisca benessere e ricchezze, garantendo opportunità e dignità a chi studia, a chi lavora, a chi è in pensione. Serve un’Europa che trovi un ruolo autonomo e definito nelle vicende internazionali, riaffermando la propria capacità di azione diplomatica per ristabilire salde relazioni multilaterali e promuovere la pace come massima realizzazione.

Per queste ragioni~CGIL Rimini, CISL Romagna, UIL Rimini, invitano tutte le cittadine ed i cittadini della provincia di Rimini a recarsi alle urne~sabato~8 e~domenica~9 giugno, esprimendo un voto consapevole per un’Europa sociale ed inclusiva. “Il futuro dell’Europa dipende da ognuno di noi”.