Domani l’incontro è in programma a Villa Verucchio

Ultima tappa del viaggio di CGIL Rimini nei Comuni al voto, per informare sui referendum “Il lavoro è un bene comune” e per stimolare la partecipazione; domani l’incontro a Villa Verucchio

Verucchio l’ultima tappa CGIL verso il voto

Dopo le iniziative di Santarcangelo di Romagna, Bellaria – Igea Marina e San Giovanni in Marignano, martedì 4 giugno CGIL Rimini sarà a Villa Verucchio alle ore 16.45 in piazza del Vecchio Ghetto per due incontri pubblici; nel primo si parlerà dei referendum CGIL con ospiti il Segretario generale FIOM CGIL Emilia-Romagna Giovanni Cotugno e il Prof. Domenico Pazzini. Alle ore 18 si terrà un confronto pubblico tra chi si sta candidando alla guida del Comune di Verucchio per i prossimi 5 anni: Roberto Baschetti, Fabio Fraternali, Lara Gobbi e Giancarlo Lazzaretti, che dialogheranno con la Segretaria generale CGIL Rimini Francesca Lilla Parco. In caso di maltempo l’iniziativa si terrà presso la sala Tondini (piazza Europa).

Prosegue la raccolta firme sui quesiti referendari “Il lavoro è un bene comune”

La raccolta firme a sostegno dei referendum CGIL è entrata nel vivo, con tavoli di raccolta firme presso i mercati settimanali di Bellaria-Igea Marina, Coriano, Riccione, Rimini, Rimini Viserba, Santarcangelo di Romagna, Novafeltria. I tavoli CGIL saranno inoltre davanti alla sede di Poste Italiane di Rimini, corso d’Augusto n.8 nelle giornate dal 3 al 5 giugno.

I referendum CGIL riguardano quattro temi, rispetto ai quali l’intento è quello di portare i cittadini al voto nella primavera 2025:

  • Abrogazione del Jobs Act
  • Abrogazione del tetto all’indennizzo per i licenziamenti illegittimi
  • Abrogazione dell’abuso del contratto a termine
  • Abrogazione della de responsabilizzazione delle aziende negli appalti

L’iniziativa referendaria CGIL intende capovolgere il paradigma secondo il quale la libertà d’impresa oggi travalica ogni altro diritto (si veda a titolo di esempio l’irrisolto stillicidio di morti sul lavoro); s’intende rimettere al centro lavoratrici e lavoratori, riequilibrando diritti e doveri nel mondo del lavoro.