Un' ambulanza del 118 (foto di repertorio)

“Voglio morire” ha detto al coraggioso soccorritore. Nell’auto sarebbe stata trovata una lettera in cui spiega le motivazioni del gesto estremo

Un imprenditore riminese di 53 anni ha scelto di porre fine alla sua vita lanciandosi con l’auto nel porto davanti al bar Bussola. La tragedia è avvenuta ieri, alle 12.45 circa, quando la zona era frequentata. Vano è stato il tentativo di un pescatore egiziano di 43 anni, Hazem Zakzouk, di salvargli la vita. Prima che la macchina si inabissasse, infatti, si è tuffato immediatamente e ha rotto il finestrino tagliandosi una mano. Ha dunque afferrato per un braccio l’imprebditore riminese per tirarlo fuori dalla vettura ma l’uomo gli ha ripetuto più volte che voleva morire ed è stato dunque costretto a lasciarlo andare per non rischiare di essere lui stesso risucchiato dalla corrente.

Sul pisto sono intervenuti Polizia, Carabinieri, uomini della Guardia costiera, i sommozzatori della guardia di finanza ed i vigili del fuoco che hanno riportato in superficie l’ auto con il corpo senza vita del suicida constatando che all’interno dell’abitacolo non vi erano bambini come, invece, si era temuto. Al momento dell’impatto con l’acqua, infatti, si erano sentite delle grida di bambini che avevano fatto temere il peggio ma, probabilmente, si trattava di alcuni amici che giocavano non lontano dal porto.