Lo staff di gastroenterologia di Rimini con i maestri giapponesi

Il complesso intervento endoscopico di asportazione di un grosso tumore del retto in diretta durante i lavori del congresso “Rimini incontra Tokyo”

Circa 130 partecipanti, con contributi scientifici di alto livello da parte dei principali esperti nazionali e lezione magistrale tenuta dal professor Yutaka Saito (uno dei più famosi opinion leader mondiali sull’argomento), dedicata all’importanza delle tecniche di colorazione vitale e virtuale applicate all’endoscopia digestiva per una migliore definizione delle lesioni preneoplastiche del tubo digerente.

Non ha tradito le attese ed è stato un prezioso momento formativo di arricchimento per tutti i presenti il convegno “Rimini incontra Tokyo“, svoltosi nella giornata di sabato 23 marzo al centro congressi SGR con responsabile scientifico il dottor Marco Di Marco, Direttore Unità Operativa Complessa Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva di Rimini-Riccione.

In particolare al mattino i maestri del National Cancer Center della capitale nipponica dalle sale endoscopiche dell’ospedale Infermi, insieme all’equipe medica e infermieristica della Gastroenterologia di Rimini, in collegamento live con il convegno, hanno asportato una lesione preneoplastica “gigante” del retto (11 x 8 cm), in maniera impeccabile come solo i giapponesi sanno fare (veri precursori delle resezioni endoscopiche avanzate di “qualità”), risparmiando così alla paziente un intervento particolarmente demolitivo.

Durante i lavori del congresso sono state affrontate tematiche molto importanti legate alle diverse tecniche di endoscopia resettiva avanzata necessarie per l’asportazione delle lesioni tumorali in fase precoce. In tal senso fare prevenzione significa studiare in maniera dettagliata questo tipo di lesioni ed assicurare alle stesse la giusta tecnica endoscopica, puntando così alla preservazione d’organo e ad una corretta funzionalità dello stesso.

“E’ proprio quello che l’Unità Operativa Gastroenterologia di Rimini-Riccione si propone di fare quotidianamente – sottolinea il dottor Marco Di Marco – attraverso il rispetto di tutti gli standard qualitativi che questo tipo di tecniche invasive impongono. Noi cercheremo di diffondere in maniera sempre più capillare il concetto di prevenzione delle neoplasie dell’apparato digerente. A questo proposito è nato da poco, al nostro interno, l’Ambulatorio PTG (Prevenzioni Tumori Gastrici) che si prefigge di prendere in carico e seguire nel tempo tutti i pazienti che hanno fattori di rischio per i tumori dello stomaco. L’ambulatorio va a completare l’offerta che la Gastroenterologia riminese offre ai propri pazienti oltre all’ambulatorio di patologia bilio-pancreatica e a tutto il lavoro sulla prevenzione del cancro colorettale che viene fatto con il centro screening”.Nell’ultimo decennio le potenzialità delle tecniche resettive endoscopiche avanzate sono notevolmente cresciute e il poter mantenere un filo diretto con i maestri del Sol Levante è un ulteriore valore aggiunto per i professionisti che operano nell’Ausl della Romagna e quindi anche per i pazienti seguiti.
“Sono motivo di orgoglio per me e la mia Unità Operativa le parole spese dal professor Yutaka Saito e dal dottor Mitsunori Kusahara durante la breve permanenza a Rimini. Parole di elogio verso la nostra equipe, il nostro modo di lavorare e l’organizzazione trovata, commentando di aver lavorato come se fossero stati al National Cancer Center di Tokyo. “Keep in touch!” (“Restiamo in contatto”) la sua frase finale nel salutarci. In questo momento mi sento in dovere di ringraziare particolarmente tutta la mia Unità Operativa, con il personale medico ed infermieristico in primis, il dottor Giovanni Ruggero, anestesista del gruppo del dottor Emiliano Gamberini, e tutto il personale di sala che sabato si è prodigato per far sì che tutto andasse in maniera impeccabile. Un sentito ringraziamento va anche all’anatomia patologica dell’Infermi, guidata dalla dottoressa Annarita Lombardi – conclude Di Marco -, che in tempi rapidissimi si è fatta carico dell’analisi istologica sul pezzo asportato”.