Marco da Dalto (© Manuel Migliorini / Adriapress)

La dichiarazione di Marco Da Dalto, responsabile del progetto Riminilife

“Il comitato fra cittadini, nato a Rimini per contrastare il degrado nel quartiere dove sorge l’ex Questura è la naturale conseguenza di ciò che da oltre un anno segnaliamo e denunciamo, ossia una situazione insostenibile che esaspera i residenti di quel quartiere. Ogni giorno riceviamo segnalazioni. ASI ha provato a dare un contributo alla sicurezza investendo molto denaro in un rafforzamento delle misure anti intrusione dell’ex Questura. Soprattutto ha proposto una soluzione definitiva con il progetto RiminiLife.

È altresì evidente che la sicurezza del quartiere passa attraverso un processo di rigenerazione, dalla riduzione a macerie dell’edificio. Sarebbe come dire che tutti gli immobili chiusi, pubblici e privati, andrebbero abbattuti perché meta di chi vi si introduce, anche per delinquere.

Crediamo necessaria una rigenerazione che restituisca vitalità al contesto, con un mixitè di funzioni. Sarebbe la risposta efficace in grado di espropriare pezzi di città degradata alla delinquenza e riconsegnarla ai cittadini. Vale a Rimini e vale ovunque.

ASI è andata anche oltre, proponendo pubblicamente lo scorso 7 dicembre – in concomitanza del Consiglio Comunale che approvava l’esproprio di parte delle aree di ASI – di rinunciare a ben 17.600 mq dei 23.773 acquistati all’asta, per realizzarne soltanto 6.000 mq e di cedere gratuitamente al Comune oltre tre ettari di aree.

Ciò consentirebbe al Sindaco di non spendere denaro pubblico per l’esproprio e di utilizzare le aree per i parchi e i parcheggi che meglio vorrà realizzare a beneficio della collettività.

È chiaro che non si possono addebitare ad ASI le responsabilità per il mancato accordo con l’amministrazione.

A mio avviso siamo giunti alla fine della corsa. La città ha ben chiaro ciò che ostacola la soluzione e, nonostante le illazioni provenienti dalla Giunta e il lavoro delle ‘ sentinelle’ sul territorio, ora sul tavolo ci sono i termini chiari per risolvere il problema. Basta volerlo fare.

L’ultima proposta vede ASI rinunciare a ben 17.600 mq di superficie costruita e acquistata, cancella tutti i dubbi e le ansie sul traffico con l’azzeramento di tutte le altre funzioni e la realizzazione del solo supermercato, che tale è, null’altro potrà essere.

La suddivisione delle aree interne tra sala vendita e superfici accessorie, così come la marcata assenza di piazzali di manovra per gli autoarticolati, piuttosto che prospetti pieni di bocche di carico, evidenziate dal filmato disponibile e proiettato in Commissione, azzera in particolare i sospetti offensivi di voler nascondere un ‘nuovo hub logistico stile Amazon’.

Rinunciare a quest’ultima proposta esporrebbe a mio parere tutta la Giunta ad una forte responsabilità, perché rimarrebbe tutto così per molti anni ancora.

Se accadesse, non esiteremmo a denunciare il tutto alla Procura Contabile per la valutazione del danno erariale, per il quale, nel caso, risponderebbero di tasca propria i singoli consiglieri di maggioranza insieme e ai dirigenti che hanno appoggiato tali azioni.

Chiameremo a rispondere alla Procura Contabile anche la maggioranza dell’assemblea legislativa regionale se latitasse il controllo (è obbligata a farlo) sull’operato del Comune che sta tentando di realizzare le palazzine ERP e ERS utilizzando denaro pubblico con azioni palesemente in contrasto con le direttive del Governo che ha stanziato i fondi.

Restiamo sempre confidenti in un accordo con il Comune, nel limite massimo della nostra ultima proposta, ma allo stesso tempo determinati nel voler difendere i nostri diritti e giovedì 8 febbraio attendiamo i cittadini che vorranno ascoltare le nostre ragioni”.