Il bilancio dell’attività del Nucleo ispettorato Carabinieri del lavoro di Rimini

Il Nucleo Ispettorato Carabinieri del Lavoro di Rimini, a seguito di attività info-operativa sequenziale all’analisi di dati provenienti anche dall’Arma territoriale, nello specifico delle Compagnie CC di Rimini, Riccione, Novafeltria e Tenenza di Cattolica nell’ambito delle attività finalizzate a prevenire e reprimere i fenomeni dello sfruttamento del lavoro e di quello sommerso e a verificare il rispetto della normativa sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, ha rafforzato i controlli nei settori dei pubblici esercizi, edilizia e altri servizi di sostegno alla persona e alle imprese. Le attività ispettive, di natura ordinaria e tecnica, sono state finalizzate alla verifica della regolare occupazione dei lavoratori e al rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

L’esito dei controlli svolti ha consentito di individuare lavoratori non registrati (in nero), pagamenti in contanti ai lavoratori dipendenti ai fini della non tracciabilità delle retribuzioni, infedeli registrazioni sul libro unico del lavoro, mancata concessione del riposo settimanale e superamento dei prescritti orari di lavoro, mancato versamento contributivo, nonché inadempienze in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro quali omessa formazione/informazione sulla sicurezza dei lavoratori, omessa valutazione dei rischi aziendali e omessa redazione del Piano di Emergenza ed Evacuazione.

Nell’ultimo periodo sono state 12 le ditte controllate e nei confronti di 6 è stato adottato il provvedimento sospensivo dell’attività imprenditoriale. In particolare venivano sospese 2 ditte edili operanti del centro di Rimini, un esercizio professionale della Valconca, un albergo e un ristorante ubicati a Misano Adriatico e un albergo di Cattolica. Per le citate ditte, gestite da imprenditori italiani e stranieri, venivano riscontrati complessivamente 6 lavoratori in nero (1 in edilizia e 5 nell’ambito dei pubblici esercizi, di nazionalità italiana, bengalese e albanese) e gravi violazioni relative alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, quali la mancata formazione e addestramento sui rischi connessi al luogo di lavoro, mancanza di visite mediche specifiche per la professione, allestimento di ponteggi e piattaforme nei cantieri in modo non conforme alle disposizioni di sicurezza previste, anche senza le dovute protezioni verso il vuoto e la mancata costituzione di un piano operativo per la sicurezza.  

Complessivamente elevate oltre 90.000 euro di sanzioni amministrative/ammende.