L’ assessore Kristian Gianfreda: “una priorità assoluta, a cominciare dalle attività di sensibilizzazione verso le giovani generazioni”. Il quadro numerico 

Più di 500 alunni, questa mattina, si sono collegati dalle loro aule per il digital live talk ‘Fate il nostro gioco’ organizzato nell’ambito del Piano di Contrasto al Gioco d’azzardo patologico del Distretto socio-sanitario di Rimini. Un momento di riflessione e sensibilizzazione sui rischi e pericoli connessi a questo fenomeno, con particolare riguardo a quelli legati al gioco on-online e al gaming patologico.  A introdurre l’incontro, Kristian Gianfreda, Presidente del Distretto, nonché Assessore delle Politiche per la Salute del Comune di Rimini: “Uno spettacolo interattivo che unisce divulgazione scientifica e denuncia sociale in una forma coinvolgente e divertente, con il linguaggio dei ragazzi – è il commento di Gianfreda – Attraverso delle simulazioni online a cui hanno partecipato centinaia di studenti, i conduttori hanno svelato le regole, i piccoli segreti e i meccanismi che stanno dietro al fenomeno del gioco d’azzardo, smontando le false credenze. Le domande sono state tantissime, a dimostrazione di un tema di interesse. I conduttori hanno risposto insieme alla dott.ssa Emma Pegli, esperta del Serd”. “Siamo di fronte a una pratica che, spesso inconsapevolmente, colpisce una larga parte di popolazione, in maniera trasversale – aggiunge l’Assesore -. Un fenomeno che ha subito un’impennata soprattutto con l’emergere della pandemia, quando gli schermi sono diventati spesso i compagni più assidui con cui ‘ammazzare’ il tempo. Questo progetto messo in campo dal Distretto di Rimini è dunque un progetto fortemente attuale: contrastare il gioco d’azzardo, puntando sulla conoscenza, sulla formazione e sulla consulenza è una priorità assoluta, a cominciare dalle nuove generazioni e da una maggiore contezza sugli effetti collaterali che si nascondono dietro un uso eccessivo e non consapevole del digitale”.  

All’interno del progetto distrettuale si sviluppano anche le attività di “A-Good Game Space”, una casa nata per fronteggiare e arginare le ludopatie. Lo spazio (a Rimini, in via Bramante 10) è messo a disposizione in comodato d’uso gratuito dal Comune di Rimini e ospita la mattina gli studenti degli istituti scolastici del Distretto di Rimini, proponendo attività di prevenzione e “gioco consapevole”, offrendo confronti informativi circa il mondo delle sostanze e dei comportamenti di dipendenza. Nel pomeriggio la struttura accoglie, su appuntamento, adolescenti e loro familiari a rischio di incorrere in stati di uso, abuso o dipendenza da sostanze. 

Da gennaio, inoltre, è attivo uno sportello legale territoriale per giocatori e i loro familiari, aperto un pomeriggio a settimana. Lo sportello offre consulenza legale e psicologica gratuita e proporrà azioni pubbliche di sensibilizzazione e di informazione nel territorio sul fenomeno del gioco d’azzardo. 

Ha iniziato ad ospitare anche l’Associazione dei Giocatori Anonimi.  

Opportunità rese possibili grazie alla collaborazione tra il Distretto di Rimini, le associazioni del territorio e l’ U.O.C. Dipendenze Patologiche di Rimini, che si occupa sul territorio di prevenzione, uso, abuso e dipendenza da alcol, tabacco e sostanze stupefacenti ma anche da comportamenti di addiction, come il gioco d’azzardo patologico (gambling) e l’uso problematico dei videogiochi – gaming-, allo scopo di facilitare l’accesso tempestivo dei soggetti a rischio e/o con dipendenza ai servizi sanitari dedicati. Il lavoro è svolto da un’equipe multidisciplinare composta da medici, psicologi, infermieri, educatori e assistenti sociali, in collaborazione con il Centro per le Famiglie, i Giocatori Anonimi, lo Sportello Psicologico Legale e il terzo settore, con l’Associazione Papa Giovanni XXIII come capofila.   

Quadro numerico 

In Emilia Romagna nel 2021 sono state complessivamente oltre 31 mila le persone assistite dai servizi per le dipendenze patologiche (SerDP) delle Aziende Usl dell’Emilia-Romagna (esattamente 31.207), 1.139 delle quali per problemi collegati al gioco d’azzardo: il 3,7% del totale degli assistiti. Più della metà di questi (602, pari al 52,8%) sono giocatori patologici, che si sono rivolti ai servizi per la prima volta.  Si tratta di numeri in leggera controtendenza, dopo il picco di 1.724 persone raggiunto nel 2019, nel periodo pre-pandemia. La maggioranza degli assistiti è di genere maschile (80%) e di cittadinanza italiana (91%). La fascia di età più rappresentata, indipendentemente dal genere, è quella compresa tra 41 e 60 anni, seguita dagli ultrasessantacinquenni, che costituiscono il 16,4% delle persone in carico ai servizi. In particolare, il 56,4% predilige giocare ai videogiochi nei bar/tabacchi o sale gioco, il 18,7% gioca al lotto, superenalotto, lotterie e gratta e vinci; alle scommesse sportive o ippiche si dedica il 10,8% dei giocatori e il 15,4% gioca attraverso le piattaforme on line; parte dei giocatori sono però dedite a più tipologie di gioco contemporaneamente.