Jamil Sadegholvaad in una foto tratta dal profilo Facebook

Il sindaco: “Disponibili a finanziare una campagna di scavi per capire cosa c’è sotto”. L’assessora Frisoni: “Acceleriamo sulla progettazione delle funzioni pubbliche nell’area a ridosso della stazione” 

“La salvaguardia e la tutela dell’anfiteatro romano” insieme alla situazione e al futuro del Ceis, il centro italo svizzero, sono stati l’argomento al centro del consiglio comunale tematico che si è riunito ieri sera. Una seduta che si è conclusa con la votazione della  mozione e dei tre ordini del giorno presentati dai consiglieri di opposizione Gioenzo Renzi, Luca De Sio e Carlo Rufo Spina, tutti respinti con 9 voti favorevoli, 16 contrari e nessun astenuto.  

Ad aprire gli interventi il sindaco Jamil Sadegholvaad, che ha sottolineato il valore educativo e culturale di una istituzione scolastica nata su iniziativa di Margherita Zoebeli e divenuta un’esperienza modello presa come modello anche in altre realtà italiane. “Credo si debba affrontare il tema con un approccio non strumentale e non ideologizzato, rinunciando ad una contrapposizione sterile tra due fazioni, quella ‘pro Ceis’ e ‘pro Anfiteatro’, perché non renderemmo il giusto merito ad un dibattito che riguarda sì la nostra storia e la nostra cultura, ma soprattutto il nostro futuro”. “Il Ceis a tutti gli effetti deve essere considerato un patrimonio della comunità e mi dispiace leggere e sentore che venga usato come elemento divisivo – ha proseguito – La sua storia prende origine nella Rimini distrutta dalla guerra e dai bombardamenti. Margherita Zoebeli arriva qui per una iniziativa umanitaria attivata dall’allora sindaco di Rimini Clari e raccolta dal Soccorso Operaio Svizzero. I primi ‘pacchi mobili’ che giungono dalla confederazione elvetica contengono due letti, un armadio e un tavolo. I padiglioni di legno del CEIS vengono disposti in modo da lasciare spazio a cortili per i giochi dei bambini e per nascondere ai loro sguardi la vista del paesaggio spettrale di rovine che, allora, li circondava. Così nasce il miracolo di una scuola e di una pedagogia rivoluzionaria perché interamente incentrata sul concetto di libertà di espressione e di scuola attiva. Se Rimini, ora, anche dopo il processo di valorizzazione del proprio patrimonio storico e archeologico, si candida responsabilmente a Capitale Italiana della Cultura lo deve anche a questa insolita Istituzione educativa, che non è fatta di pezzi di legno ma di un gigantesco patrimonio umano e pedagogico che ha permesso a tutta la nostra città di crescere”.  

“Mettere al centro l’interesse della città e l’equilibrio dell’amministrare rappresentano la nostra bussola dell’azione quotidiana. E si nutre anche del valore pedagogico più alto dell’insegnamento di Zoebeli, cioè l’esercizio continuo della curiosità, senza mai fermarsi ad ‘adorare le ceneri’. Vivere conoscendolo il mondo nei suoi cambiamenti. Ed è su queste basi che l’Amministrazione comunale di Rimini è disponibile a finanziare e intraprendere, insieme agli enti deputati (a partire dalla Soprintendenza), una nuova serie di monitoraggi e campionamenti archeologici per verificare cosa davvero ci sia ‘sotto’. Perché se è vero che sappiamo bene cosa c’è sopra, sul ‘sotto’ la polemica pluridecennale oscilla tra il ‘nulla’ e il ‘tutto’. Il dibattito ha bisogno di elementi certi, perché di opinioni, anche volgari e offensive contro il CEIS, ne abbiamo sentite anche troppe”. “Questa campagna di scavi può essere un primo passo significativo verso la valorizzazione dell’anfiteatro e sulla base di ciò che verrà o non verrà fuori si faranno le valutazioni – conclude il sindaco – E credo che anche il Ceis possa essere parte attiva di questo percorso, trovando anche nuove formule di collaborazione che permettano di traguardare il futuro della scuola e di Rimini” 

All’assessora all’urbanistica e pianificazione del territorio Roberta Frisoni è spettato invece fare il punto sulla situazione edilizia del Ceis e sulle prospettive di sviluppo della città. “Attraverso la documentazione aggiuntiva in parte recuperata dall’Amministrazione ma soprattutto prodotta dal Ceis si è provveduto ad aggiornare le valutazioni rispetto alle residue incongruenze sotto il profilo edilizio contenute nell’ordinanza del 2018 – spiega l’assessora – ridimensionando di fatto le illegittimità, che rimangono comunque una minima parte rispetto al totale delle strutture presenti”. Rispetto invece ad una possibile ricollocazione del Ceis, “stiamo lavorando per dare concretezza alle previsioni di sviluppo previste dal protocollo che il Comune ha sottoscritto con Ferrovie per la trasformazione dell’area urbana a ridosso della stazione, dove si collocano come città pubblica la nuova sede unica comunale e altre funzioni pubbliche come quelle educative. La volontà di proseguire con la sede unica ci spinge ad accelerare nel rapporto con Sistemi Urbani, a cui stiamo per inviare la controproposta in modo da arrivare presto a definire la cessione delle aree”.