Un'ospite del canile di Rimini

Sono 56 i cani che cercano casa. Nel corso del 2022 sono entrati 126 cani, di cui 18 per rinunce di proprietà. Le adozioni totali, invece, sono state 66   

Una famiglia è partita da Roma per adottare l’anziano Pepe, un affettuoso amico a quattro zampe molto simile al famoso Rex che a causa dell’età avanzata, 15 anni, si temeva non riuscisse a trovare qualcuno disponibile a prendersene cura. Dopo un appello lanciato sui social dal canile Stefano Cerni, la sua foto è stata però immediatamente notata da una famiglia romana che aveva da poco perso un cane molto simile a Pepe e che ha generosamente deciso di adottarlo. È una delle tante storie a lieto fine di ‘Fido’ con alle spalle un passato complesso che adesso, grazie al lavoro degli operatori della struttura di via San Salvatore e di tante famiglie dal cuore grande, possono ricominciare una nuova vita, fatta di calore e affetto. Come quella di Kora ad esempio, una meticcia un po’ schiva e diffidente, che è stata per tanti anni nel canile di Rimini, dove era ormai una mascotte. A causa del suo carattere apparentemente timoroso, Kora ha fatto fatica e ha dovuto attendere molto tempo prima di trovare una persona che volesse accudirla, fino a quando, mesi fa, la bella notizia è arrivata. Ora infatti la tenera cagnolina si gode la sua vita in casa con la compagnia non solo della sua umana, ma anche di un cane e un gatto. O ancora, il 2022 ha visto l’adozione di Aron, un doberman entrato in canile a seguito di una serie di episodi di morsicatura, che dopo essere stato affiancato da un istruttore cinofilo dello Stefano Cerni, è stato accolto da una famiglia che lo gestisce senza alcuna difficoltà, con competenza e amore.   

Quelle di Pepe, Kora e Aron rappresentano tre delle numerose storie di riscatto e speranza che passano dal canile di Rimini, i cui volontari e operatori ogni anno accolgono tanti ‘migliori amici dell’uomo’ in difficoltà, allo scopo di prendersene cura e di dare loro un futuro migliore.  Quelli che valicano le porte dello Stefano Cerni sono infatti per lo più animali che portano con sé un bagaglio esperienziale caratterizzato da sofferenze e dolore, quali maltrattamenti, abbandoni o rinunce di proprietà, la quale rappresenta la principale causa del loro ingresso in canile ed è legata in particolare a una gestione errata di questi ‘pelosi’.  

Nel corso del 2022 sono entrati 126 cani, di cui 18 per rinunce di proprietà. Le adozioni totali, invece, sono state 66. Attualmente sono presenti 47 cani più altri 9 che si trovano presso la struttura di Vallecchio, anche questa di competenza del Comune di Rimini.  L’anno prima, nel 2021, le adozioni erano state 57 a fronte di 141 ingressi, il che conferma la sempre maggiore sensibilità della comunità riminese e centralità del canile.   

“Per noi l’adozione rappresenta sempre un momento delicato, da una parte la malinconia di dover salutare dei cani a cui inevitabilmente ci affezioniamo tantissimo, e dall’altra parte la grande gioia nel sapere che saranno accolti da persone e famiglie che gli vogliono bene e che sapranno come farli sentire avvolti dall’affetto – spiegano dal canile Stefano Cerni – Una volta arrivati, i nostri ospiti vengono presi in carico da degli esperti e orientati in un percorso di riabilitazione. Una formazione indirizzata in parallelo anche ai richiedenti l’adozione, attraverso un percorso fatto di consigli e informazioni tecniche”.  

”L’anno è ormai agli sgoccioli e ci tengo a esprimere un ringraziamento speciale ai volontari e agli operatori del canile di Rimini per il loro lavoro quotidiano e per la professionalità che li contraddistingue e che non è data soltanto da una conoscenza della ‘materia’ ma anche da empatia, sensibilità e capacità di gestire situazioni non semplici – è il commento dell’assessora ai diritti e al benessere degli animali, Francesca Mattei – L’adozione è un atto di generosità bellissimo ma che allo stesso tempo deve essere il frutto di una scelta accurata, non di un capriccio passeggero. Bisogna essere convinti prima di condividere una quotidianità con un animale, che sia un cane o un gatto, ed è anche per questo che gli strumenti conoscitivi messi a disposizione dal canile Stefano Cerni sono fondamentali per porre le premesse di una convivenza felice e per evitare epiloghi spiacevoli”. “Ci tengo anche a ricordare – aggiunge l’assessora – l’importanza dei microchip, i quali possono essere applicati dai veterinari accreditati presso la Regione Emilia-Romagna”.