Il sindaco Jamil Sadegholvaad in una foto tratta dal profilo Facebook

La dichiarazione del sindaco, Jamil Sadegholvaad

“Numerosi sono gli spunti di riflessione offerti dalla tradizionale pubblicazione dei reati denunciati per territori, da parte del quotidiano ‘Il Sole 24 Ore’- afferma il sindaco, Jamil Sadegholvaad – . Innanzitutto i numeri riferiti all’anno 2021. Se da un lato i 25 Comuni della provincia di Rimini pongono la nostra area al secondo posto in Italia nel rapporto tra denunce e popolazione ufficiale, dall’altro la stessa statistica rileva un significativo calo del 7,3 per cento dei reati rispetto al 2019 (il 2020 è per gli analisti un anno non comparativo, a causa della situazione straordinaria della pandemia e conseguenti lockdown). Dando una scorsa alla tabella pubblicata qui sopra, si può notare come il dato 2021 è di gran lunga il più basso da quando, nel 1996, cominciò questa rilevazione. Più nello specifico, rispetto a 10 anni, il calo delle denunce si aggira nella provincia riminese, tra costa e entroterra, nell’ordine del 25 per cento. E ciò nonostante l’incremento della popolazione, la costanza dei flussi turistici e la precaria dotazione degli organici di polizia, problema eterno e apparentemente ‘irrisolvibile’ da qualunque Governo si alterni alla guida del Paese. I numeri insomma testimoniano il grande lavoro fatto, ‘in casa’ e con pochi aiuti esterni, dal territorio sul fronte della sicurezza in un arco ultraventennale (si passa dai quasi 30mila reati del 1997 ai 18.538 del 2021) e allo stesso tempo segnalano la singolarità del nostro territorio, come rileva lo stesso ‘Sole 24 Ore’ in una nota specifica. Citando proprio l’esempio del territorio riminese, il quotidiano di Confindustria scrive: “Più denunce, però, non significa meno sicurezza. Innanzitutto perché la sicurezza urbana è influenzata anche dalla percezione stessa che ne hanno i cittadini. Ma anche perché i dati sulle denunce riflettono la propensione dei cittadini a presentarle, legata a diversi fattori: la differente ‘soglia del dolore’ della cittadinanza verso il crimine; il grado di fiducia nelle forze dell’ordine; la più o meno efficace presenza delle istituzioni sul territorio. A cui si aggiungono i flussi turistici: l’elevato passaggio di persone su un territorio diventa spesso bersaglio della micro-criminalità, ad esempio di borseggiatori attirati in loco dalla possibilità di ‘fare cassa’“. 

Analisi corretta che incrocia peraltro le analoghe ricerche, pubblicate nel tempo dallo stesso organo d’informazione, in ordine ai flussi turistici consistenti che alterano il valore statistico reale. Nel 2019, il Sole 24 Ore aveva introdotto il calcolo della componente turistica. Rimini si trova nella parte virtuosa di questa classifica ponderata (insieme a Venezia, Aosta, Trento e Bolzano), tra le province più sicure del Paese, e ribaltando la solita graduatoria assoluta, ma il ragionamento da fare non è semplicemente statistico. I territori e le città ad alta concentrazione turistica e di ospitalità sono ancora di più diventati attrattori per la capacità di creare ricchezza, anche e soprattutto in periodi di estrema difficoltà, sociale e economica.  

In questo senso restano alti i dati relativi alla microcriminalità predatoria a cui, da un anno a questa parte, va aggiunto il nuovo fenomeno delle cosiddette baby gang. Anch’esso con modalità simili a quelle della ‘cavalletta’ e legato evidentemente a territori ad alta intensità turistica. 

Lasciando da parte le cifre, nella sostanza resta un grande tema: l’adeguamento permanente degli organici di Polizia a beneficio di una provincia come la nostra che ha caratteristiche uniche nel panorama italiano. Dal 1996, primo anno del rilievo statistico con conseguente (e poi ciclicamente ripetitivo) dibattito politico, ogni anno i Comuni riminesi sono costretti a pregare l’invio di rinforzi solo estivi, che in Riviera restano poco più di un mese. Un fatto che credo squalifichi prima di tutto lo Stato italiano, ‘colpevole’ di non valutare le peculiarità territoriali e provvedere ad esse. Una volta che sarà operativo il nuovo Governo chiederò, anche attraverso l’aiuto dei 5 parlamentari eletti nell’area riminese, un incontro con il nuovo Ministero dell’Interno e la sua dirigenza per avere certezze e prospettive non solo sulla Cittadella della Sicurezza, ma sul rafforzamento permanente delle forze di Polizia sul territorio. Il passaggio cruciale è questo e per questo è auspicabile finalmente l’armonia tra le istituzioni e i parlamentari eletti. In passato, infatti, non è accaduto raramente che il ruolo di rappresentante a Roma fosse vissuto come esponente di questo o quel partito, più interessato dunque a penalizzare mediaticamente, specie sul fronte della sicurezza, il Comune dal diverso orientamento politico amministrativo. Con il risultato paradossale che Comuni confinanti vedevano sui banchi dell’accusa alternativamente quella che era minoranza da una parte e maggioranza da questa e viceversa. Ora, se il tema della sicurezza è, a detta di tutti, una priorità, allora bisogna lavorare collegialmente per una soluzione prioritaria. Di questo ne trarrebbe beneficio, come segnala con acume il Sole 24 Ore, perfino il rapporto tra sicurezza reale e sicurezza percepita, spesso squilibrato ‘da campagne mediatiche che abbiano a oggetto il degrado e/o la criminalità esistente in un determinato territorio‘. In ultimo, desidero ringraziare le forze dell’ordine di stanza sul territorio della provincia di Rimini perché a loro si deve gran parte di quell’attività preziosa che, anche quest’anno, ci ha permesso di migliorare le performance e l’ordine pubblico durante la stagione estiva”.