Una pistola (foto di repertorio)

Ignoti i motivi del gesto, lascia la moglie e tre figli 

Ha scelto di uccidersi nella caserma di Sant’Agata Feltria che, da 20 anni, guidava. Si è sparato con la pistola d’ordinanza, nella serata di ieri, un luogotenente di 57 anni. Vani i i soccorsi per salvargli la vita, lascia la moglie e tre figli. Al momento gli inquirenti sembrano escludere che possano averlo spinto motivazioni legate al lavoro.

“Questa Segreteria sindacale – afferma Andrea Di Virgilio, delegato del nuovo sindacato dei carabinieri -, è attonita avendo appreso del suicidio di un Luogotenente dell’Arma accaduto, come appreso dagli organi di stampa, nella giornata di ieri. La seconda morte, avvenuta a distanza di poche settimane l’una dall’altra, tra i Carabinieri dell’Emilia Romagna.
Il Sindacato N.S.C. non si rassegnerà mai e mai si relegherà ad assistere passivamente dinanzi a una realtà che diviene sempre più triste e verso cui, a quanto pare, emerge sempre più impotenza. Perché così tanti uomini in divisa decidono di uscire di scena in un modo tanto violento? Perché proprio con “i ferri del mestiere”? Perché nei luoghi di lavoro? Perché? Perché delle persone che
sono “per contratto” il rifugio e la sicurezza del prossimo, forti, tenaci e coraggiose, compiono sempre più atti tanto estremi e inspiegabili? Non giudichiamo, ma attendiamo con fiducia gli esiti della minuziosa competenza e sete di verità delle Istituzioni, prima fra tutte la Magistratura. Che nessuna ipotesi venga esclusa aprioristicamente, anche quella di un infortunio sul lavoro, che
generalmente viene percorsa quando sinistri tanto tragici avvengono di fatto, come parrebbe in questo caso, sul luogo di lavoro.
La Segreteria provinciale NSC di Rimini si stringe con un immenso e calorosissimo abbraccio ai familiari e ai colleghi che hanno avuto la fortuna di conoscere e amare chi non c’è più. Non siete soli!”