Un' ambulanza del 118 (foto di repertorio)

L’allarme è scattato nella mattinata di venerdì. L’uomo si trovava in piazzale Kennedy

Aveva ingoiato 3 scatole di un potente ansiolitico con l’intento preciso di togliersi la vita. Fortunatamente, l’allarme lanciato dal fratello alla centrale operativa della Questura ha permesso agli agenti di agire tempestivamente scongiurando un tragico epilogo. I fatti risalgono alla mattina di venerdì.

Alla sala operativa della Questura arriva la telefonata concitata del fratello, fuori regione e dunque non in grado di fornire elementi utili agli agenti per individuare l’esatta posizione dell’uomo in pericolo. Le uniche informazioni date ai poliziotti, riguardavano il modello e la targa della macchina. Il telefono dell’uomo suona senza alcuna risposta.

Senza perdere minuti preziosi, l’operatore della sala operativa ha prontamente attivato la localizzazione del cellulare cercando di individuarne la posizione. Una volta circoscritta la zona, la volante ha iniziato un immediato controllo sempre in contatto con la sala operativa per conoscere in diretta i movimenti della persona.

Dopo numerosi tentativi il ragazzo ha risposto alla chiamata dell’agente indicando la sua posizione. Gli agenti lo hanno raggiunto nei pressi di piazzale Kennedy

L’uomo, visibilmente provato e con forti difficoltà motorie, ha ammesso di aver ingerito poco prima 3 intere confezioni di Tavor, un potente ansiolitico.

Sul posto è intervenuta l’ambulanza che ha prestato il primo soccorso per poi accompagnarlo in Ospedale.