Gli arresti eseguiti dalla Polizia di Stato di Rimini

Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato di Rimini ha tratto in arresto un cittadino algerino di 47 anni poiché responsabile di false dichiarazioni sulla propria identità.

Nello specifico, durante un controllo fatto dalle Volanti della Questura presso una struttura alberghiera della città, tra i documenti degli ultimi alloggiati, mostrati dalla segretaria della struttura, emergeva la fotocopia di un documento di un cittadino libico. I poliziotti procedevano quindi a bussare alla porta dello straniero per chiedere un documento di identificazione, ma a tale richiesta lo stesso mostrava loro solo una fotocopia del documento.

Essendo sprovvisto di un documento utile ai fini dell’identificazione, l’uomo veniva accompagnato in Questura per essere sottoposto ai rilievi, all’esito dei quali emergevano le esatte generalità dello straniero: si trattava di un 47enne originario dell’Algeria, con precedenti di Polizia, sul quale risultava un ordine di espulsione del Prefetto di Firenze dell’aprile scorso; reato per il quale, lo stesso era stato denunciato in stato di libertà.

Ulteriori accertamenti esperiti dall’Ufficio Immigrazione, portavano alla luce un lascia-passare per entrare in Algeria, emesso dal Consolato Generale Algerino a Milano in data 28.07.2009, nel quale risultavano le reali generalità del soggetto, discordanti con quelle indicate nella fotocopia precedentemente consegnata ai poliziotti.

L’uomo, pertanto, veniva tratto in arresto per falsa attestazione o dichiarazione a Pubblico Ufficiale in attesa del rito direttissimo previsto per la mattinata odierna.

Sempre nella serata di ieri, personale della Squadra Mobile, ha rintracciato, presso una struttura alberghiera della città, un uomo di nazionalità senegalese di 35 anni, su cui pendeva un ordine di cattura emesso dall’Autorità Giudiziaria di Bologna, che disponeva la sospensione della misura alternativa della detenzione domiciliare con contestuale arresto immediato. 

Accompagnato presso gli uffici della Questura per procedere all’identificazione, si appurava che lo stesso doveva espiare una condanna definitiva di nove mesi di reclusione per rapina impropria, furto aggravato, spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a P.U.

Dopo le formalità di rito veniva associato presso la locale casa circondariale.