Un artigiano al lavoro (foto di repertorio)

Nel secondo trimestre calo del 30,7% rispetto allo stesso periodo del 2019 – In aprile il calo era stato del 60%

Se l’economia rallenta vengono frenate anche le nascite di nuove partite Iva: nel secondo trimestre – secondo i dati diffusi dal ministero delle Finanze – ne sono state aperte 94.932 e in confronto al corrispondente periodo dello scorso anno si registra una flessione del 30,7%.  Un dato negativo che però si confronta con un calo che sfiorava il 60% in aprile e che si è ridotto  al 4% in giugno.

La distribuzione per natura giuridica mette in evidenza che il 74,8% delle nuove aperture di partita Iva è stato realizzato da persone fisiche, il 19,2% da società di capitali, il 2,7% da società di persone. Rispetto al secondo trimestre del 2019, la diminuzione di nuove partite Iva è generalizzata, raggiungendo il -42,4% per le persone fisiche.

Per quel che attiene alla ripartizione territoriale, il 40,8% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 21,3% al Centro e il 37,3% al Sud e Isole. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso mostra il calo più forte in Valle d’Aosta (-37,5%), quello più contenuto in Molise (-12,9%). Nel solo mese di giugno quasi tutte le regioni meridionali registrano apprezzabili incrementi di avviamenti (in particolare in Molise segna +10%).

Relativamente al trattamento fiscale, nel periodo in esame 44.357 soggetti hanno aderito al regime forfetario, pari al 46,7% del totale delle nuove aperture, con una diminuzione del 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Notevole aumento, tuttavia, per le adesioni al regime forfetario nel settore dell’agricoltura a giugno (+86%).