La nota del Nuovo Sindacato Carabinieri sulla stazione mobile, insediatasi dopo i noti fatti della Caserma di Piacenza Levante


I tristi fatti di Piacenza sono un’ulteriore vicenda che ci costringe ad assistere all’affastellamento di una sequela di atti che appaiono almeno in parte privi di logica e buon senso. 

Un’ansia da prestazione che si estrinseca in deboli rimedi che tendono ad avere un fine di tenue propaganda, nel nome di quel sacrificio e diuturno impegno che ormai stona con le soluzioni, che la modernità permette.  Il tutto potrebbe apparire, agli occhi di chi non vive il “sacrificio” come virtù, una spettacolarizzazione umiliante e denigrante, per i militari che operano probabilmente in un clima di minore serenità, di tensione e disagio ambientale che si può e si dovrebbe evitare.

La collocazione di mezzi militari come la nota “Stazione Mobile” (un veicolo attrezzato anche per svolgere mansioni burocratiche in emergenza) dinanzi la caserma sede della Stazione Carabinieri di Piacenza Levante – sigillata e sequestrata dalla locale A.G. – potrebbe infatti essere una dimostrazione tangibile ed eloquente di quanto sopra rappresentato e di quanto il benessere e la dignità del Personale stiano veramente a cuore alla scala gerarchica.

 Non di minore rilievo la questione sicurezza: la “Stazione Mobile” non offre garanzie di tutela in un momento così “acceso”. Temiamo che non si possano escludere degli “attacchi” o atti di “vandalismo” ad opera di soggetti o movimenti “antagonisti” appartenenti al “partito degli anti forze dell’ordine”. Insomma, un presidio “gran poco presidio”. Non parliamo poi delle esigenze fisiologiche dei militari, delle loro esigenze corporali e della necessità di recuperi psicofisici, sotto temperature e condizioni senz’altro inclementi. Interveniamo quindi per suggerire coralmente al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri ed al Comandante della Legione Carabinieri Emilia Romagna, di attivarsi – se non già fatto – presso i Ministeri e le Amministrazioni locali piacentine – che senz’altro amano e stimano l’Istituzione e i suoi appartenenti e vorranno rendersi utili alla causa – perché, interrompendo di fatto con il triste passato della CASERMA di Piacenza Levante, individuino ed allestiscano al più presto delle unità immobiliari moderne, adeguate e compatibili con le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, magari ariosi, spaziosi e luminosi, in cui la Stazione Carabinieri di Piacenza Levante possa tornare ad esistere e ad accogliere i cittadini, consentendo ai nuovi militari impiegati di proseguire in un contesto trasparente e spazioso, sebbene provvisorio.                  

LA SEGRETERIA REGIONALE “EMILIA-ROMAGNA” N.S.C.