Durante la conferenza è stato presentato in anteprima un dipinto non catalogato del ‘900 che potrebbe essere di Picasso

Il Sontuoso Castello dei Conti Brancaleoni di Piobbico ha ospitato la Conferenza Internazionale  “L’Arte in Fuga da Hitler” ,  il tema vastissimo della memoria  è stato il perno della serata, importante per riflettere non solo sull’arte e gli artisti, ma anche per portare testimonianza di quei tragici momenti per l’intera umanità.

Per otto mesi, dalla tarda estate del 1944 alla primavera del 1945, il fronte della Seconda guerra mondiale in Italia si arrestò sulla Linea Gotica, il sistema difensivo realizzato dai tedeschi per fronteggiare l’avanzata degli alleati lungo la penisola: una serie di fortificazioni continue che separava in due l’Italia da Pesaro a Massa e che correva  per ben 300 chilometri sulla, dai crinali appenninici fino alle terre dell’ adriatico. Per l’importanza storica e della memoria La Linea Gotica è stata candidata come “luogo della memoria europea”. La conferenza è stata un momento  per esporre la verità a onore di coloro che si sono sacrificati. Per tale motivo sono stati consegnati tutta una serie di premi realizzati dallo scultore premio mondiale della pace nell’arte Andrea da Montefeltro scolpiti con la pietra della romagna, pietra che è stata testimone dei tragici eventi accaduti. Sono stati consegnati i premi all’A.N.P.I. Pesaro Urbino e alla Comunità Ebraica e all’associazione i Figli della Shoah di cui la Senatrice Liliana Segre è Presidente Onoraria, per l’occasione è stata presentata anche l’opera creata per il Museo della Shoah di Roma, dal titolo “Il Muro della Libertà”. La conferenza è stato un evento collaterale alla mostra ARCANA –Il Leone dl Nuovo Orizzonte, una mostra interamente dedicata dall’artista Andrea da Montefeltro alla pietra della memoria.

Nel 1933 il partito nazionalsocialista prende il potere e con esso si  controlleranno tutti gli aspetti  della vita intellettuale della nazione, agendo sul sistema educativo, sui teatri, cinema, letteratura, stampa, radio e soprattutto sull’arte cercando di annientare tutto ciò che era contrario alle linee guida del regime. Alla conferenza è intervenuto come moderatore della serata il vicepresidente UNPLI Matteo Martinelli; tra i relatori, storico Dr. Marco Renzi autore di vari volumi sulle stragi nazifasciste con aneddoti e testimonianze della resistenza compiute sulle terre di confine tra marche romagna e toscana.

La straordinaria occasione ha visto lo svelamento in prima mondiale di un  dipinto di un grande maestro del ‘900 che ha voluto rappresentare il volto di Hitler con oggetti ed elementi vietati dallo stesso dittatore, come a voler demonizzare mettendo in ridicolo la sua immagine.

A curare la presentazione sono intervenuti studiosi e ricercatori, tra cui l’esperta internazionale d’arte Annalisa Di Maria che ha presentato lo studio stilistico, la ricerca storico-archivistica e l’accostamento attributivo; è seguito l’intervento del perito calligrafo forense Stefano Fortunati per lo studio degli elementi di scrittura rintracciati nell’opera. Le analisi scientifiche e multispettrali e lo studio simbolico sono state illustrate dal ricercatore e scultore Andrea da Montefeltro. Lo studio del supporto, del pigmento, le analisi stilistiche e di comparazione hanno portato a presupporre la  collocazione della realizzazione dell’opera tra il 1935-1937. L’esperta d’Arte Annalisa Di Maria è concorde insieme agli altri esperti che l’opera non sia mai stata catalogata e che sia stata dispersa per un lungo periodo, l’opera sarebbe un tributo fatto nei confronti dell’artista Paul Klee, di cui quest’ultimo lo ricevette in dono; sono molti gli elementi che riconducono la creazione dell’opera forse alla mano di Pablo Picasso. I due artisti, infatti  avevano un’ammirazione reciproca e amicizia e si incontrarono in almeno due occasioni, tanto che nel 1914 Klee fa un tributo a Picasso e alla sua forma d’arte. Dalle parole della Di Maria :”Ovviamente non esistono presupposti tali al momento che ci portino ad attribuire l’opera con certezza a Picasso, sicuramente il dipinto e il suo studio dovranno essere ulteriormente approfonditi”. Scopo della conferenza è stato quello di presentare pubblicamente l’opera affinchè altri esperti possano studiarla fornendo il loro contributo. Aprendo un dibattito e confronto su un’opera che è rimasta per troppo tempo sconosciuta.