“Stiamo pensando a forme di boicottaggio come non comprare i quotidiani che non riportano i dati corretti”

Ieri sera domenica 18 giugno, così come a Modena, Reggio Emilia e Cervia, a Rimini si è tenuta un’importante fiaccolata, un corteo iniziato dall’Arco di Augusto attraversando piazza Tre Martiri e finendo con sit in in Piazza Cavour.

Ecco come gli organizzatori spiegano, in una nota, il perché della manifestazione.

“Un evento guidato dalle tante famiglie che chiedono a gran voce di cancellare il decreto legge così voluto dal ministero Lorenzin, ma soprattutto di rendere ufficiali dati sui metalli pesanti all’interno, che vi sia la possibilità di scegliere cosa giusto e bene per i propri figli, che ci possa essere chiarezza e certezza sui sieri proposti dal ministero.

“Non è possibile vaccinare bambini senza avere dati certi, senza la sicurezza che non potranno essere, in seguito alla vaccinazione, colpiti da malattie degenerative”. Ma oggi si sta verificando la completa disinformazione da quella stampa che forse avendo paura di perdere pubblicità dalle grandi case farmaceutiche con integratori, medicinali di varie natura, ha preferito disinformare, e rimanere al soldo del padrone anziché la verità. Il Resto del Carlino oggi cita 200 persone, mentre la verità degli organizzatori è stato superiore alle 1200 presenze, (conti facili e dimostrabili dalla vendita delle fiaccole, 1000). Leggendo questo le migliaia di famiglie tra cui gestori di locali e bar, hanno deciso fino a conclusione decreto di non acquistare più sotto alcuna forma “Il Resto del Carlino”, in quanto non più un quotidiano libero.

Si ricordino gli editori, tanto è importante la pubblicità come tanto lo è l’utente finale che acquista il quotidiano. Le organizzazioni presenti erano Eppur Si Muove, Comilva, Genitori per il No, Uniti per la libera Scelta.
Ora tanti genitori si chiedono anche se sia opportuno iniziare a manifestare davanti alle sedi di tutti quei giornali locali che utilizzano l’inchiostro non solo per raccontare ma anche per motivi strategici.”

E ora, mentre migliaia di genitori vivono ore d’ansia , nell’attesa  che il decreto diventi legge o decada, e mentre si apsetta la decisione di domani al Senato sulla costituzionalità, si prospetta l’appuntamento più importante: l’8 luglio a Pesaro sarà manifestazione nazionale di protesta.