L’Ausl scongiura l’ipotesi depotenziamento. Gloria Lisi: “Non si fanno compromessi sulla salute dei citatdini”

RIMINI – La riorganizzazione della rete ospedaliera della Romagna al centro della seduta della quinta commissione consiliare tenutasi ieri mattina nella sede del Consiglio comunale di Rimini. La seduta, aperta al pubblico, ha visto una forte partecipazione di cittadini ed associazioni; tra queste, in particolare, una folta delegazione di donne per il reparto di chirurgia senologica dell’ospedale di Santarcangelo di Romagna.

 

L’Ausl di Romagna era rappresentata in aula dal direttore del distretto di Rimini, Saverio Lovecchio. È stato lo stesso dottor Lovecchio ad introdurre il piano di riorganizzazione ospedaliera e ad approfondire i punti emersi durante gli interventi dei consigliari comunali. Particolare attenzione è stata rivolta al presente e al futuro del reparto di senologia dell’ospedale Franchini di Santarcangelo di Romagna. Lovecchio è stato categorico nel ribadire come per il reparto di Santarcangelo di Romagna non vi sarà alcuna modifica né tantomeno un depotenziamento. Si tratta di una eccellenza riconosciuta ed apprezzata in tutta la regione, con numeri di interventi, qualità professionale e portata territoriale tali da non mettere nemmeno in discussione la sua operatività attuale e futura. Si tratta nello specifico di una reparto che, per la particolare tipologia degli interventi che compie (abbondantemente sopra la soglia minima richiesta dei 100) può tranquillamente operare in autonomia. Presidi territoriali e specializzazioni di area vasta sono d’altronde due aspetti che debbono viaggiare insieme Più in generale Lovecchio ha rassicurato sul fatto che ogni territorio provinciale compreso nell’Ausl Romagna continuerà a rimanere autosufficiente. Per quanto riguarda la salvaguardia e il potenziamento delle tante eccellenze sanitarie espresse dai singoli territori, queste saranno coordinate e sviluppate in maniera tale da ottimizzarne le modalità lavorative. Per quanto riguarda le tempistiche entro cui rendere effettivo il riordino della rete ospedaliera  i tempi massimi previsti sono quelli di marzo 2017, ma la speranza è quella di ultimarla prima, anche se saranno poi i singoli territori a dover sviluppare un calendario in grado di conciliare scadenze ministeriali con il necessario confronto locale.

 

Sui costi Lovecchio è stato molto chiaro, precisando come non siano previsti risparmi di spesa diretti dalla riorganizzazione, ma solo un effetto indiretto legato alla ottimizzazione delle modalità organizzative.

Nessuna stima e nessun taglio dunque. Anzi, per quanto riguarda un altro tema discusso, quello del “pronto soccorso”, è stato confermato il potenziamento estivo, riguardante in particolare personale medico e infermieristico degli ospedali della costa, con particolare attenzione a bacini turistici di rilevanza internazionali come quelli del riminese. Forte il contatto con le università, soprattutto per quanta riguarda pediatri e anestesisti, figure specialistiche molto richieste. Il rapporto con i medici di base dei territori, è stato precisato, è al centro di una complessa rete di relazione tra Ausl e professionisti e loro associazioni sindacali.

L’obiettivo a cui tendere è quello auspicato dello sviluppo delle “Case della salute” come centri territoriali di prevenzione, monitoraggio e cura.

 

“Presidi territoriali e specializzazioni di area vasta– è il commento di Gloria Lisi, Vicesindaco con delega alla protezione sociale del Comune di Rimini – sono  due aspetti che debbono viaggiare insieme. Il quadro emerso è quello di una riorganizzazione in grado di garantire i presidi provinciali, potenziando allo stesso tempo le eccellenze sanitarie specialistiche a livello di area vasta. La romagna esprime fortunatamente non solo clinici di alto livello, ma anche professioni in grado di sviluppare ricerca scientifica di livello internazionale; realtà come quelle dell’IRST di Meldola sono l’esempio più lampante. Ma è tutto il territorio romgnolo in grado di coprire bisogni medici specialistici che un tempo neanche troppo lontano costringevano tanti cittadini ai tristemente noti “viaggi della speranza”.

 

Sulla senologia di Santarcangelo abbiamo ricevuto rassicurazioni importanti e nette. Come amministrazione ci sentiamo attivi interpreti di un cambiamento che porterà evidenti benefici per la sanità romagnola e i cittadini riminesi. In una ottica collaborativa siamo aperti come sempre al dialogo e al confronto con l’Ausl e gli altri territori, ma su un aspetto saremo fermi ed inamovibili: nessuna eccellenza riminese dovrà essere depotenziata ma, anzi, potenziata per essere messa al servizio di tutta la comunità romagnola. Voglio infine ringraziare tutti i consiglieri che hanno affrontato la commissione odierna con spirito propositivo, senza seguire particolarismi o logiche di campanile. E’ opinione condivisa l’eccellenza della nostra sanità, così come la necessità di non disperderne il valore. Non si fanno compromessi sulla salute dei citatdini. Allo stesso modo ringrazio le associazioni e le persone che hanno presenziato a questo appuntamento istituzionale”.