L’operaio, fotografato anche mentre va a prostitute sul lungomare, dovrà rispondere di truffa

RIMINI – Lavorava in un’azienda meccanica della Valmarecchia. Lavorava; sì perchè l’operaio in questione, un 40enne di origini partenopee ma residente a Rimini da diverso tempo è stato licenziato per giusta causa e denunciato per truffa ai danni del datore di lavoro e dell’Inail.

 

Il dipendente si trovava in malattia a causa di una patologia che non gli consentiva di muovere le mani, e quindi di guidare l’auto o di trasportare pesi. Per queste ragioni si trovava a casa da giorni e al termine del periodo, invece di rientrare sul posto del lavoro, ha presentato un ulteriore certificato con cui si prorogava il periodo di riposo forzato. Insomma, il suo datore di lavoro, così come i colleghi non lo vedevano da due mesi.

 

L’imprenditore che lo aveva assunto, però, insospettito da questi continui prolungamenti, ha assunto un investigatore privato che con le sue indagini ha portato alla luce una realtà ben diversa. Il 40enne è stato visto portare a spasso il cane, fare la spesa, girare per la città alla guida della sua auto e soprattutto fare visita alle “accompagnatrici” sul lungomare di Rimini.

 

Alla luce delle prove, buona parte di queste fotografiche, presentate dall’investigatore il datore di lavoro ha fatto partire un licenziamento per giusta causa. Chi la fa l’aspetti, si diceva un tempo, ed è proprio così. Oltre ad avere perso il lavorom, infatti, l’operaio, ormai ex, dovra rispondere davanti al giudice di truffa aggravata.