16 ottobre 2019 - Rimini, Agenda, Spettacoli

ll ciclo “Nemesis” chiude al Teatro degli Atti con un dialogo tra Piergiorgio Odifreddi e Davide Brullo

“Nemesis”, il ciclo di incontri pensato dal quotidiano culturale on line “Pangea” (www.pangea.news) e realizzato con la partecipazione di Comune di Rimini e Fondazione Carim ha l’ambizione di diventare una sorta di seminario permanente, nei mesi di settembre e ottobre, in cui la cittadinanza possa dialogare con i protagonisti della cultura italiana. Dopo gli incontri con la cantautrice (Maria Antonietta), il filosofo (Franco Rella), i poeti (Silvia Bre, Alessandro Ceni), lo scrittore (Luca Doninelli), la ‘diva’ (Monica Guerritore) e il prof di relazioni internazionali (Vittorio Emanuele Parsi), “Nemesis” ospita Piergiorgio Odifreddi. Scienziato, divulgatore, polemista, il “matematico impertinente” si confronterà con Davide Brullo sulla sua opera e sulla sua vita (ad esempio, intorno a quella volta in cui fu fermato in Unione Sovietica e tratto in salvo dall’allora Ministero degli affari esteri Giulio Andretti e dal Presidente Sandro Pertini…). Poligrafo, biografo di Darwin (In principio era Darwin, Longanesi, 2009), Lucrezio (Come stanno le cose, Rizzoli, 2013) e di Kurt Gödel (Il dio della logica, Rizzoli, 2018), Odifreddi sarà interpellato, inoltre, intorno ai libri anticattolici (Perché non possiamo essere cristiani e meno che mai cattolici, Longanesi, 2007) e ai saggi corrosivi (La democrazia non esiste, Rizzoli, 2018), in una sorta di dialogo che mette a contrasto “il diavolo e l’acqua santa”.  

*

L’incontro, ad accesso libero, è al Teatro degli Atti, Rimini, venerdì 18 ottobre alle ore 21.

*

Gli incontri “Nemesis” sono realizzati con la collaborazione di Sky Arte, Fusp Fondazione Unicampus San Pellegrino, Terre di Grabo.

*

Da una intervista a Piergiorgio Odifreddi pubblicata su “Pangea”“L’uomo è un animale, e ha con gli animali, soprattutto con quelli più vicini ad esso nell’albero evolutivo, molti tratti in comune. Una piccola differenza con questi vicini è la sua illusione di essere diverso e superiore a loro, ma i fatti dimostrano che non è affatto così. Forse potremmo migliorare un po’ se accettassimo la nostra animalità e ne affrontassimo apertamente i problemi, invece di rimuoverla e nasconderla... Dopo la vita c’è ovviamente la stessa cosa che c’era prima. Chissà perché, in genere la gente non si preoccupa affatto di cosa c’era prima della nascita, ma si preoccupa molto di cosa ci sarà dopo la morte. Io, meno metafisicamente (o meno infantilmente, che è quasi un sinonimo) mi preoccupo solo di cosa c’è durante la vita: cioè, appunto, della vita stessa”. 

*

Info: www.pangea.news

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.