5 settembre 2017 - Rimini, Politica, Società

Incubo islam a Rimini; a Borgo Marina ennesima "moschea"

Lega pronta a scendere in piazza. Morrone (LN): “Situazione inaccettabile. Amministrazione Gnassi in tilt”

“Tutti questi presunti centri culturali in realtà sono delle vere e proprie mosche, dei luoghi di culto dove si predica e si fanno proselitismi” – con queste parole il segretario della Lega Nord Romagna, Jacopo Morrone, interviene nell’acceso dibattito sulla recente inaugurazione di una nuova ‘moschea’ a Borgo Marina, a poche decine di metri da quella già operante di via Giovanni XXIII, chiedendone “l’immediata chiusura”.
“Erano i primi di giugno quando sulla stampa locale e nazionale si leggeva della preoccupante emersione di una rete con finalità terroristiche composta da stranieri di religione islamica radicati in tutta la Romagna. Rimini in testa. Sempre sulle cronache di quei giorni, si parlava di perquisizioni e dell’iscrizione nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Bologna di nove stranieri sospettati di associazionismo con finalità terroristiche. Nove islamici di cui tre residenti a Rimini. Insomma, non una bella cartolina per il capoluogo felliniano a cui, ovviamente, si aggiungono le vicende di questi giorni. Fatte queste premesse, ci si aspetterebbe da parte dell’Amministrazione in carica quantomeno un occhio di riguardo – per usare un eufemismo – sulla diffusione nel territorio cittadino di moschee o cosiddetti centri culturali islamici. Invece a Rimini di recente ne hanno inaugurato un altro; l’ottavo per la precisione. A pochi passi peraltro da un’altra moschea, sempre nel quartiere di Borgo Marina”.

“Una situazione inaccettabile che come Lega continueremo a denunciare, non solo a parole” – avvisa Morrone – “siamo pronti infatti a scendere in piazza a fianco dei nostri cittadini così come abbiamo fatto ostinatamente contro il progetto delle microaree nomadi. Il lassismo della Giunta Gnassi, anche sotto questo profilo, è imbarazzante. Basti pensare che una recente indagine condotta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Forlì Cesena ha accertato, per quanto di competenza, l’utilizzo ‘improprio’ dei cosiddetti centri culturali islamici; vale a dire con allestimenti e finalità di culto. Sono state inoltre riscontrate diffuse irregolarità sia nell’adeguatezza e nell’agibilità dei locali che nel rispetto delle norme di pubblica sicurezza.”
“Mi chiedo se Gnassi di tutto questo ne sappia qualcosa, se faccia finta di niente (non mi stupirebbe) e se la sua Amministrazione abbia effettuato le opportune verifiche o se, più semplicemente, si aspetti l’ennesimo episodio di cronaca, l’ennesima violenza, l’inasprirsi del clima di accoglienza o la crescente percezione di uno stato di irreversibile insicurezza dovuto alla gravità del fenomeno islamico in tutte le sue forme, non solo quella religiosa. Se la politica di Gnassi e del partito democratico è quella dell’attesa e dell’impegno postumo a costituirsi parte civile (come nella drammatica vicenda della violenza sessuale perpetrata a danno dei due turisti polacchi), la Lega Nord non ne sarà complice e, come già dimostrato con il flop delle microaree, scenderà in piazza”.

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