3 agosto 2017 - Rimini, Cronaca

Sequestro alloggio per sovraffollamento abitativo

La dichiarazione dell'assessore alla Sicurezza e legalità del Comune di Rimini, Jamil Sadegholvaad

“Il sequestro dell'appartamento di via Gambalunga in seguito all'operazione congiunta di Carabinieri, Polizia municipale di Rimini e Ausl Romagna testimonia ancora una volta l'efficacia delle operazioni messe in campo per il contrasto del fenomeno dell’abusivismo commerciale e, nello specifico, alla lotta al sovraffollamento abitativo. Un successo reso possibile dall'azione sinergica che stiamo portando avanti con le diverse Istituzioni e Forze dell'Ordine, nell’ambito del comitato provinciale per l’Ordine pubblico e la Sicurezza, consapevoli che la vastità dei compiti che abbiamo di fronte siano affrontabili con successo solo unendo le energie. Oggi il mio ringraziamento va ai nostri uomini e alla Compagnia di Rimini dei Carabinieri, che hanno reso possibile il sequestro dell'appartamento di via Gambalunga dove, in condizioni umanamente inaccettabili, erano stipate decine di Bengalesi. I proprietari, cittadini Italiani, erano recidivi e questo aggrava il quadro.

Dallo scorso maggio questo è il secondo appartamento, oggetto di recidiva violazione dell’ordinanza del sindaco sul sovraffollamento abitativo, per il quale si riesce ad ottenere il sequestro; due (quello di via Gambalunga e un secondo appartamento in via Coletti) sono già stati convalidati dal Gip mentre per il terzo siamo in attesa (si tratta di un appartamento in Corso Giovanni XXIII). In un breve lasso di tempo un successo che testimonia la qualità del lavoro di capillare controllo, verifica e intervento messo in campo dalle diverse Forze dell'Ordine. Soprattutto una ‘nuova frontiera’ nel contrasto a un fenomeno collaterale all’abusivismo commerciale che vede purtroppo protagonisti in negativo i riminesi che affittano a quelle condizioni più e più volte.

Quella del sequestro è una misura presente nel programma di mandato e che stiamo percorrendo con coerenza, efficacia e intransigenza. Non si tratta di operazioni spot ma il frutto di una pianificazione di sicurezza sociale studiata nei minimi dettagli che continuerà anche nei prossimi mesi. I risultati ci danno forza ma ci restituiscono anche uno scenario preoccupante su cui vogliamo gettare piena luce. Lo strumento dei sequestri dei beni va in questa direzione.”

 

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